di Chia.Fa.
Richiesta di archiviazione per il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco e altri sette nell’ambito dell’inchiesta che ipotizzava i reati di corruzione e truffa in relazione all’acquisizione del controllo da parte di Banco Desio delle quote di maggioranza della Banca Popolare di Spoleto. Il sostituto procuratore Gennaro Iannarone ha inviato lunedì mattina la richiesta al gip del tribunale di Spoleto.
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Bps-Desio: chiesta archiviazione per Visco Nelle carte viene richiesta l’archiviazione anche per i tre commissari straordinari della Banca d’Italia Giovanni Boccolini, Gianluca Brancadoro e Nicola Stabile, l’attuale presidente di Bps Stefano Lado e i componenti del comitato di sorveglianza Silvano Corbella, Giovanni Domenichini e Giuliana Scognamiglio. Visco e gli altri sette erano stati iscritti al registro degli indagati a vario titolo con l’accusa di corruzione, truffa e abuso d’ufficio a seguito dell’esposto firmato da un centinaio di soci della Spoleto Credito e servizi (Scs), la società cooperativa che controllava Bps. Il fascicolo d’inchiesta è stato aperto nel settembre scorso, ma notizia se ne è avuta soltanto il 20 ottobre quando è stato reso noto il certificato di comunicazione d’iscrizione al registro degli indagati emesso dalla procura di Spoleto e richiesto da una delle parti offese, ossia uno dei soci della Scs, ex controllante di Bps, che aveva sottoscritto l’esposto.
L’esposto Per il coinvolgimento del governatore della Banca d’Italia, l’inchiesta ha subito avuto una grande eco con una raffica di interventi anche da parte di rappresentanti parlamentari, tra cui M5s e Forza Italia, a cui in aula hanno alternativamente risposto il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, e pure il vice Enrico Morando. Tuttavia, la richiesta di archiviazione formalizzata nelle ultime ore dal sostituto procuratore Iannarone evidenzia che non ci sono ombre sull’operazione finanziaria che ha portato Banco Desio ad acquisire il controllo di Bps, respingendo in toto le “accuse” formulate nell’esposto dai cento soci della Scs iscritti ad Aspocredit. Sul fronte giudiziario, invece, resta pendente di fronte al gup la richiesta di rinvio a giudizio avanzata dal procuratore capo Alessandro Cannevale per l’ex presidente Giovannino Antonini e altri 13 accusati a vario titolo di bancarotta fraudolenta e appropriazione indebita.
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