Botulino nel cibo: sequestrati 600 chili di prodotti sospetti. Succede a Terni in un’azienda di produzione di conserve vegetali dove è scattata l’ispezione del Nas di Perugia, coadiuvato dal personale veterinario della Usl Umbria 2, che da tempo hanno alzato il livello di guardia sul rischio di botulino nel cibo.
Durante l’accertamento anti botulino i carabinieri hanno riscontrato la mancata attuazione delle procedure di autocontrollo per la corretta prassi igienica degli alimenti, motivo per cui si è proceduto al blocco sanitario dei prodotti.
Il rischio era quello di botulino, ovvero la «tossina prodotta dal batterio Clostridium botulinum, che può contaminare alcuni alimenti e, se ingerita, provoca una grave intossicazione», spiega la Fondazione Veronesi, aggiungendo: «Il botulismo, che è la malattia causata dalla presenza della tossina botulinica, è una patologia rara ma potenzialmente letale che si manifesta quando la tossina interferisce con il sistema nervoso bloccando la trasmissione dei segnali tra i neuroni e i muscoli».
A Terni per il sospetto di botulino nel cibo sono stati sequestrati 600 chili di semilavorati a base di funghi e tartufi privi di tracciabilità. Per l’azienda di Terni è scattata anche una sanzione amministrativa di 2 mila euro.
