di Enzo Beretta
È stato archiviato dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Perugia il procedimento penale a carico dei genitori del piccolo Matei Achitei, il bambino di sette anni morto lo scorso 15 febbraio nella zona industriale di Sant’Andrea delle Fratte dopo essere stato travolto dal van di famiglia. Lo ha deciso la gip Natalia Giubilei accogliendo la richiesta avanzata dal pubblico ministero Franco Bettini.
Tragica fatalità Nel decreto si legge che non sussistono gli estremi per una responsabilità penale, né da parte del padre, che si trovava alla guida del mezzo, né della madre, presente a bordo con gli altri cinque figli. Il giudice ha parlato di un «evento non connotato da un ragionevole prevedibile codanno», dunque di una tragica fatalità. Disposto il dissequestro del veicolo e la restituzione agli aventi diritto.
L’incidente Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti e riportato anche nel provvedimento di archiviazione, la tragedia si è consumata in pochi istanti nel piazzale dell’azienda in cui lavora il padre del piccolo, un 34enne romeno residente a Magione. La famiglia era passata a prenderlo per recarsi tutti insieme al centro commerciale. I sei bambini – di età compresa tra uno e 13 anni – erano a bordo del furgone quando, nel momento in cui il padre ha ingranato la marcia per ripartire, il piccolo Matei sarebbe sceso spontaneamente dal mezzo, con in mano il rialzo per il seggiolino.
Sotto choc Una coppia di testimoni, in attesa di uscire dal parcheggio, ha riferito di aver visto il bambino perdere l’equilibrio, cadere e scomparire alla vista proprio mentre il veicolo stava muovendosi. Lo pneumatico posteriore lo ha travolto. Inutili i soccorsi. Il padre, disperato, è sceso subito dal mezzo, rendendosi conto dell’accaduto. La madre e i fratelli sono rimasti sotto choc.
Avvocato Pillon: immensa tragedia I genitori, entrambi molto legati alla comunità evangelica, erano assistiti dall’avvocato Simone Pillon, che sin da subito aveva parlato di «un’immensa tragedia che sarebbe potuta accadere a chiunque». «La famiglia – spiega Pillon – ancora chiusa nel riserbo del lutto ha comunque molto apprezzato la decisione dei giudici di archiviare il procedimento penale. Matei è morto a causa di circostanze impossibili da prevedere e prevenire. Il piccolo, secondo la ricostruzione avallata dal gip, era seduto sull’apposito seggiolino omologato e aveva la cintura allacciata. I genitori avevano fatto tutto quanto previsto per la sicurezza, e la morte del piccolo non è loro imputabile. Resta il grande vuoto che il piccolo Matei ha lasciato nella famiglia e nella comunità scolastica e religiosa da lui frequentata». Il decreto di archiviazione chiude formalmente l’inchiesta, escludendo condotte colpose.
