lunedì 21 ottobre - Aggiornato alle 04:04

«Barberini torni agli arresti domiciliari». Concorsopoli, l’affondo dei pm al Riesame

L’ex segretario del Pd umbro Gianpiero Bocci di nuovo davanti al giudice. Dopo il silenzio adesso vuole parlare

di Enzo Beretta

Il ripristino degli arresti domiciliari per l’ex assessore regionale alla sanità umbra, Luca Barberini, viene richiesto dalla Procura di Perugia al tribunale del Riesame. L’udienza è in programma per domani mattina. Barberini, indagato nell’ambito dell’inchiesta sui presunti concorsi truccati all’ospedale di Perugia, era stato rimesso in libertà all’esito dell’interrogatorio di garanzia. Secondo i pm però «le valutazioni del gip non sono condivisibili» poiché l’indagato, che non si è dimesso dalla carica di consigliere regionale, «non è affatto uscito dalla gestione della cosa pubblica». Nell’ appello firmato da Paolo Abbritti e Mario Formisano viene specificato che Barberini nel corso dell’interrogatorio del 19 aprile «ha fornito una versione fantasiosa e assolutamente non aderente» ai dati acquisiti nel corso delle indagini. Che – si legge nel ricorso «non sono ultimate essendo emerse altre procedure selettive oggetto di alterazione funzionale a soddisfare le direttive degli organi di vertice dell’amministrazione sanitaria».

L’interrogatorio di Bocci L’ex segretario de Pd umbro Gianpiero Bocci, invece, verrà interrogato dal gip Valerio D’Andria, lo stesso dinanzi al quale si era avvalso della facoltà di non rispondere durante l’interrogatorio di garanzia del 19 aprile. Bocci, agli arresti domiciliari dal 12 aprile, aveva chiesto la revoca della misura al tribunale del Riesame che però aveva rigettato l’istanza. Secondo l’avvocato David Brunelli «sono cessate le esigenze cautelari». L’interrogatorio di Bocci è in programma domani alle 12 in tribunale.

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