di Francesca Marruco
Pochi giorni dopo la sua scomparsa nel 2009, ai figli di Barbara Corvi, la 35enne sparita da Amelia due anni fa, era arrivata una cartolina spedita da Firenze, in cui qualcuno, che si firmava come la mamma, spiegava loro che stava bene ma che aveva bisogno di stare un po’ da sola. Adesso quella cartolina che era anche stata considerata un depistaggio nei due anni di indagini e battute di ricerca nel ternano, è improvvisamente diventata il legame tra Barbara e i resti di ossa umane trovate in un bosco a Monte Morello, a nord di Firenze.
Le ossa nel bosco a Firenze Il ritrovamento delle ossa è di qualche giorno fa da parte di alcuni agenti della forestale in servizio antibracconaggio. L’ansia per la famiglia Corvi è di queste ore. La settimana prossima infatti si potrebbe già sapere se quelle ossa appartengono o meno a Barbara Corvi. Le ossa sono state trovate lungo la strada per Cercina, nella zona di Monte Morello, nel Comune di Sesto Fiorentino (Firenze). Erano coperte da terriccio e fogliame, ma non è ancora possibile dire se sono state dissotterrate o meno. Dalla lunghezza dei resti, gli inquirenti sarebbero già in grado di stabilire che si tratta dei resti di una donna, vestita con jeans, una maglia marrone e una cintura nera con fibbia metallica. I vestiti sono stati ritrovati in avanzatissimo stato di decomposizione come del resto il corpo stesso. Che potrebbe essere lì da due anni, secondo quanto riferito dal medico legale che ha effettuato un primo esame autoptico.
Corpo straziato dagli animali Le ossa erano scarnificate e spezzate. Il teschio è stato ritrovato a una ventina di metri dallo scheletro e ci sono volute due ore per recuperare tutte le ossa recuperabili. Segno che, come ipotizzano gli inquirenti, il cadavere potrebbe essere stato straziato dagli animali selvatici che poi lo avrebbero trascinato in più punti del bosco stesso. Il pm Ettore Squillace che coordina le indagini fiorentine ha disposto gli accertamenti autoptici. Nei prossimi giorni saranno eseguiti i test sui tessuti per estrarre il dna e compararlo tra gli altri con quello di Barbara Corvi.
Il giorno della scomparsa Di Barbara Corvi, la mamma 35enne residente ad Amelia, non si ha più alcuna notizia dal 27 ottobre di due anni fa. Era un lunedì pomeriggio quando i due figli della donna, Salvatore e Giuseppe, rientrarono a casa e trovarono la borsa della madre, il suo cellulare che si era rotto il giorno prima, i suoi documenti, tutto. Ma di lei nessuna traccia. Le ore precedenti al rientro a casa dei figli, è stato poi ricostruito, la donna le aveva trascorse con il marito Roberto Lo Giudice. La mattina erano andati in banca per sbrigare delle commissioni. Il pomeriggio invece, dopo aver fatto un giro in macchina insieme, Barbara avrebbe chiesto al marito di essere riaccompagnata a casa perché non si sentiva tanto bene. Il coniuge ha raccontato di essere andato poi dal commercialista.
La lite e il tradimento Successivamente è emerso che Barbara il giorno prima di sparire aveva confessato al marito di avere una relazione extraconiugale. E proprio il giorno della sua scomparsa potrebbero aver avuto una forte lite. Ma tutti concordano nel dire che Barbara Corvi non si sarebbe mai allontanata dai figli a cui voleva tantissimo bene. Il fatto poi che documenti, soldi ed effetti personali erano rimasti in casa non hanno fatto che aumentare le angosce dei suoi familiari che ancora attendono una spiegazione alla sua scomparsa.
La storia di Barbara e Roberto L’ultimo a vederla dunque fu il marito Roberto. Quel marito per cui Barbara aveva lottato contro la sua famiglia che non lo accettava. La loro relazione infatti era stata ostacolata dalla famiglia Corvi, conosciuta e rispettata nella zona di Amelia. Il giovane Roberto era arrivato dalla Calabria in cerca di lavoro e lo aveva trovato proprio presso i Corvi. Poi l’amore con una Barbara quindicenne. Una piccola fuga, poi la vita insieme e due figli. Un negozio, prima dei genitori di lei, da gestire, che è rimasto aperto anche nei giorni immediatamente successivi alla scomparsa della giovane mamma.
Barbara, sparita nel nulla come la cognata Barbara Corvi è scomparsa da un giorno all’altro dalla sua vita come accadde a sua cognata tredici anni prima in Calabria. Angela Costantino, moglie di Pietro Lo Giudice, il fratello del marito di Barbara sparì misteriosamente. Quando scomparve aveva 25 anni e 4 figli. La mattina del 16 marzo 1994 era uscita, tutti pensavano per andare a trovare il marito Pietro in carcere per una condanna a otto anni. Aveva lasciato il figlio più piccolo da solo in casa, invece non rientrò mai. La sua Fiat Panda venne ritrovata sotto un viadotto. Di lei mai più nessuna traccia.
L’ombra delle ‘ndrine Lo scorso anno quando il patriarca della famiglia Antonino Lo Giudice è stato arrestato ed è subito diventato collaboratore di giustizia, molti hanno sperato che emergessero verità anche su Barbara, non solo su Angela. Che forse venne strangolata perché aveva concepito un figlio poi abortito al di fuori del matrimonio. Antonino Lo Giudice aveva ammesso di essere il mandante delle bombe in procura a Reggio Calabria e del bazooka fatto recapitare al procuratore Giuseppe Pignatone.
Nessuna novità su Barbara dal pentito Nessuna rivelazione però è arrivata dal boss Lo Giudice sulla sorte di Barbara Corvi. E adesso, le sorelle, i figli, i genitori, e la comunità intera di Amelia vive ore di tremenda angoscia in attesa di sapere se quelle ossa ritrovate in quel bosco a nord di Firenze siano di Barbara. E se si vorranno sapere al più presto come siano finite lì. Chi abbia strappato Barbara alla vita. Perché di una cosa i familiari sono sicuri, che lei non si sarebbe mai allontanata volontariamente


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