Il luogo dell'omicidio (foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi

Omicidio e incendio doloso sono le accuse per le quali è stato sottoposto a fermo di polizia giudiziaria un 39enne marocchino ritenuto responsabile dal pm Gemma Miliani dell’uccisione di un connazionale di 55 anni trovato cadavere in un vecchio capannone abbandonato della periferia di Umbertide. Il corpo della vittima è stato trovato parzialmente carbonizzato ma sarà l’autopsia del medico legale Sergio Scalise a chiarire l’entità delle ustioni e il ruolo determinato da un eventuale intossicazione. Il dramma sul quale sta indagando la Procura di Perugia è avvenuto nella tarda serata di martedì, intorno alle 23.30, in una struttura semi abbandonata di via Emilia poco lontano dal centro culturale di via Battisti, praticamente dietro il vecchio centro islamico. Stando a una prima ricostruzione i carabinieri ipotizzano che il rogo sia di origine doloso e sia stato innescato dallo straniero fermato utilizzando una bottiglia di alcol. Sia l’indagato che la vittima non sono risultati in regola con le norme sul permesso di soggiorno.

FOTOGALLERY: IL LUOGO DELL’ACCADUTO

La vendetta I fari degli investigatori sono ora puntati su una lite a colpi di coltello tra i due uomini che sembra essere all’origine dell’accaduto. La discussione si sarebbe scatenata nel pomeriggio e sarebbe stata il preludio a una seconda lite, quella fatale, avvenuta a tarda sera. Il presunto colpevole è rimasto ferito e, una volta medicato, ha dovuto rispondere alle domande degli inquirenti avvalorando – è quanto emerso – l’ipotesi prevalente nelle indagini ovvero una disputa terminata in maniera tragica. Non è escluso che il 39enne per vendicarsi dello sgarro abbia chiuso la porta dei locali (che un tempo ospitavano un mobilificio) dove si trovava il rivale cospargendo il luogo di alcol per poi appiccare l’incendio.

IL SINDACO: NON GENERALIZZARE. LE REAZIONI

Struttura sotto sequestro  Il Comune intanto fa sapere di aver già ha già predisposto un’ordinanza per mettere in sicurezza la struttura ora messa sotto sequestro dalla magistratura. Sul tavolo c’è anche il problema della struttura di via Emilia, composta da 11 magazzini attaccati l’uno all’altro e che fanno capo a 11 diversi proprietari: «Sì magari alcuni non avranno posto troppa attenzione sullo stato dei luoghi, per altri c’erano problemi economici, ma quel che è certo è che abbiamo pubblicato un’ordinanza rivolta a tutti chiedendo la messa in sicurezza entro 30 giorni». In più, con un’altra ordinanza firmata dal comandante della polizia municipale viene posto il divieto di transito.

 

 

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