Tribunale di Spoleto (foto Fabrizi)

di Chia.Fa.

Banca Popolare di Spoleto non è responsabile per il crack Baronci. E il gip Augusto Fornaci manda di fronte al gup altri due indagati per i quali ha rigettato la richiesta di archiviazione formulata dal sostituto procuratore Gennaro Iannarone, sempre nell’ambito dell’inchiesta Bps che ha contato anche 34 indagati. Ma andiamo con ordine.

Bps non è responsabile del crack Baronci Martedì mattina si è celebrata una nuova udienza di fronte al gup del tribunale di Spoleto, Stefania Amodeo, chiamata a pronunciarsi sulla richiesta di rinvio a giudizio per appropriazione indebita e bancarotta fraudolenta contestata a vario titolo all’ex presidente di Bps e Scs Giovannino Antonini e altri tredici tra dirigenti dell’istituto di credito e imprenditori clienti. In aula di fronte al sostituto Iannarone e al pool di avvocati della difesa, il giudice ha rigettato l’istanza avanzata dalla curatela della Baronci costruzioni che, nell’ultima udienza, aveva richiesto la citazione in giudizio di Palazzo Pianciani come responsabile civile, motivandola col coinvolgimento nel crack dell’azienda di dirigenti accusati dalla procura e tuttora dipendenti dell’istituto di credito. La Baronci costruzioni si è costituita parte civile, al pari di Bps e Scs.

Gip rigetta due richieste di archiviazioni L’istanza, su cui il gup Amodeo si era riservata la pronuncia, comunque, è stata rigettata in udienza per un’incompatibilità tra tribunale penale e fallimentare. Martedì in aula nell’ambito del procedimento, che si sta celebrando a porte chiuse, un manager di Bps ha anche reso dichiarazioni spontanee respingendo gli addebiti formulati dagli inquirenti a suo carico. In aula si tornerà il prossimo 8 giugno quando sono previste ulteriori dichiarazioni spontanee da parte di altri dirigenti coinvolti nel procedimento. Intanto il gip Augusto Fornaci ha parzialmente accolto le richieste di archiviazione per gli altri venti soggetti inizialmente coinvolti nella medesima inchiesta Bps. Per due di loro il giudice ha, infatti, respinto il proscioglimento dalle accuse e fissato per il 13 giugno l’udienza preliminare.

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