di Enzo Beretta

Una maestra dell’asilo nido del Comune di Deruta è stata arrestata dai carabinieri con l’accusa di maltrattamenti. La donna, 61 anni, originaria di Roma, ora detenuta ai domiciliari, «maltrattava due bambine tenendo nei loro confronti reiterate condotte minacciose, denigratorie e violente inveendogli e urlandogli contro». Stando alla ricostruzione le piccole sono state «costrette a ingoiare cibo durante i pasti, strattonate, messe in punizione al bagno e lasciate lì da sole». Una di loro – secondo la ricostruzione – è stata anche colpita con uno schiaffo al volto e trascinata in bagno con la forza perché non voleva mangiare la frutta.

VIDEO: A DERUTA LA VIDEOINCHIESTA

«Qui non stai a casa tua che piangi» «Smettila quando ti parlo – diceva a una di loro, come emerge dalle intercettazioni ambientali registrate con microfoni e telecamere piazzate nella scuola – qui non stai a casa tua che piangi, quando ti dico mangia, hai capito cosa ho detto? Guarda che ti porto al bagno e ti faccio piangere con la porta chiusa». Oppure, in un’altra circostanza: «Se non apri la bocca ti ficco il cibo nel naso». Incurante dei pianti della bimba – è ricostruito nelle carte – esclamava: «Vai al tavolo, cammina, vai a mangiare che ti do due schiaffoni, smettila, chiudi questa bocca e non lo fare cadere perché veramente ti gonfio, Madonna, ti prendo ‘sti capelli guarda… te do una rincassata, manda giù». Le ‘cimici’ hanno registrato anche altre frasi e offese: «Sei una bambina sciocca, veramente ti do uno schiaffone che non mi sente nessuno». Le bambine, che non hanno ancora compiuto due anni e sono restie alla consumazione di alcune pietanze – è spiegato nell’ordinanza di custodia cautelare – sono «costrette a consumare i pasti con modalità ‘particolari’ in una stanza diversa dalla mensa sotto continue pressioni e insistenze».

La denuncia A innescare le indagini è stata la segnalazione di un paio di dipendenti della cooperativa che per l’asilo svolge alcuni servizi. Queste hanno denunciato al sindaco di Deruta «comportamenti particolarmente aggressivi e inopportuni» da parte dell’educatrice. E il sindaco, senza pensarci due volte, è andato in caserma a parlare col capitano della Compagnia di Todi. Attraverso le telecamere, verso la fine di ottobre, gli investigatori si sono accorti che «la maestra probabilmente per non dare troppo nell’occhio e non attirare l’attenzione delle inservienti della cooperativa si allontanava dalla sala mensa con alcuni bambini per fargli terminare il pasto». «Sei una vera palla» diceva a una di loro «spingendole il cibo in bocca con forza, a mangiare nonostante il suo rifiuto e il suo pianto incessante». Un’altra volta il piatto si era rovesciato sul pavimento e lei «costringe la bambina a ingoiarlo tutto, anche quello caduto per terra».

«Fino a farla vomitare» Stando alla testimonianza di una cuoca già dallo scorso anno scolastico si sarebbero ripetuti determinati comportamenti: la donna ricorda che una volta la maestra indagata aveva «costretto una bambina con la forza a ingoiare il cibo spingendoglielo in bocca con il dito tanto da farla vomitare». Alle due ragazzine che non amano il pesce e le uova veniva ripetuto: «Ti porto in bagno». Una ragazzina – si legge sarebbe stata perfino «strattonata e gettata sul tappeto» quando aveva solamente tredici mesi. La maestra, che lunedì mattina verrà sottoposta all’interrogatorio di garanzia dinanzi al gip spoletino Federica Fortunati, è difesa dall’avvocato Marco Brambatti.

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.