di F.T.
Tornano in libertà le cinque persone costrette agli arresti domiciliari nell’ambito dell’indagine sul giro di baby squillo fra Terni e Spoleto. A deciderlo è stato il gip Andrea Claudiani alla luce dell’incidente probatorio svolto a Perugia fra giovedì e venerdì.
La revoca della misura cautelare era stata chiesta dal pm Giuseppe Petrazzini e dai legali difensori degli spoletini Sauro Santarelli e Marco Sabatini, del cliente 78enne di Terni, della madre di una delle ragazze coinvolte nel giro e dell’’ape regina’ Aurelia Mudavoiu. Resta comunque applicato a sei persone il divieto di comunicare e di avvicinarsi agli altri indagati e alle giovani vittime.
Testimonianze Nel corso dell’incidente probatorio, svolto durante la fase delle indagini preliminari, sono state ascoltate le cinque ragazze individuate dagli inquirenti come vittime dello sfruttamento. Due di loro sono ancora oggi minorenni mentre all’epoca dei fatti finiti nel mirino della Dda di Perugia e dei carabinieri del nucleo investigativo di Terni, le giovani con meno di 18 anni erano ben quattro.
I legali Ad esprimere soddisfazione per la decisione sono i legali di alcune delle persone coinvolte. Secondo Massimo Proietti, difensore di Aurelia Mudavoiu ‘l’ape regina’, «la decisione assunta dal gip su richiesta del pm è coerente con il quadro probatorio sostanzialmente diverso rispetto a quello inizialmente paventato». Soddisfatto anche l’avvocato Francesco Mattiangeli, difensore del 78enne ternano, che parla di «decisione ineccepibile».
