«Mi riconosco in ogni singola parola e non la cambierei mai per nessun motivo al mondo, qui emerge la qualità imprenditoriale. Sembra un film invece è tutto vero». Così il patron della Ternana e promesso candidato sindaco di Terni Stefano Bandecchi a proposito di uno degli audio registrati dai dipendenti dell’ateneo, nel corso di riunioni interne e pubblicati da la Repubblica.
Gli audio di Bandecchi su la Repubblica «Voglio far paura agli altri – dice in una registrazione Bandecchi riferendosi a radio e tv che fanno capo a lui -. Queste cose mi devono servire per dire: caro ministro, io non ti chiedo un cazzo però non mi tratti di merda perché posso diventare stronzo! È come una pistola, io non la devo usare per forza però tu sappi che io ce l’ho, e te la posso sparare addosso!». Secondo quanto riporta il quotidiano nella versione online, poi, Bandecchi avrebbe fatto lavorare gli stagisti anche dieci ore al giorno nei finesettimana e avrebbe minacciato i dipendenti in smart working con frasi tipo: «D’ora in avanti chi non risponde entro cinque minuti da quando viene cercato verrà licenziato».
La replica del patron delle Fere Allo stesso giornale, il patron delle Fere ha replicato: «Fango su di me, frasi non contestualizzate. Io sono alquanto sereno in merito. La ‘pistola puntata’ era una provocazione, una metafora per far capire il ruolo dei media da ‘guardiani’ nei confronti della politica. Io piuttosto mi sento una pistola puntata contro, da parte di certi giornali che attivano la macchina del fango per scopi, presumo, politici. L’indagine in corso di natura tributaria vedrà riconosciute le mie ragioni legali. Non ho mai minacciato i miei dipendenti. Molestie sessuali? ancora più assurdo. Lo abbiamo visto in mille altri casi di gogna mediatica, la verità verrà a galla».
