Carabinieri in azione - foto Fabrizio Troccoli

I fatti risalgono alla serata di lunedì, e il colpo sarebbe stato messo a segno mediante l’utilizzo di un marchingegno elettronico confezionato artigianalmente dai due malviventi.

I sospetti A dare l’allarme a una pattuglia del Radiomobile  è stato proprio il gestore dell’area di servizio, insospettito dalla presenza nel piazzale antistante di due uomini a piedi, da lui notati armeggiare vicino alla macchina che eroga gettoni per il lavaggio automatico delle auto. I due erano convinti di averla fatta franca, complice l’ora tarda e la semi oscurità, ma ciò non è sfuggito al proprietario, il quale ha notato transitare nelle immediate vicinanze del suo distributore una pattuglia. Ha quindi prontamente richiamato l’attenzione dei militari ai quali ha riferito quanto da lui osservato poco prima. Inutile la fuga dei malviventi che, nell’intenzione di fare perdere le loro tracce hanno cercato di nascondersi in un vicino bar, fingendosi comuni clienti intenti a consumare delle bevande.

Il fermo I militari li hanno fermati e accompagnati agli uffici della compagnia dove hanno proceduto a più accurati accertamenti: la perquisizione ha permesso di rinvenire e sequestrare un apparecchio artigianale costituito da tre batterie da 9 volt collegate tra loro, preposte ad alimentare un circuito elettrico munito di pulsante di accensione. Il tutto era nascosto all’interno di un pacchetto di sigarette marca “Benson” dal quale fuoriusciva una serpentina in rame a forma circolare e corredato anche da altre tre batterie, due rotoli di nastro adesivo e una lampadina.

Il marchingegno Il dispositivo così descritto avrebbe permesso ai due fermati di aprire le macchine preposte al cambio delle monete solitamente presenti nei distributori di carburante, gli autolavaggi e le lavanderie a gettoni. Nella disponibilità di uno dei due rumeni è stato infatti trovato un telefono cellulare marca I – phone 4 sequestrato dagli investigatori nel quale erano stati registrati gli indirizzi di 10 lavanderie automatiche del viterbese. La “mappa” degli obiettivi da colpire e un cospicuo numero di monete di piccolo taglio rinvenute nella sua disponibilità sono stati gli elementi che hanno definitivamente incastrato i due ladri, tratti in arresto con l’accusa di furto aggravato in concorso.

I colpi Le indagini dei militari hanno permesso di accertare che una delle lavanderie inserite nel telefonino ha subito, nei giorni passati, la manomissione della macchina cambia monete e che anche in quella circostanza il gestore del negozio aveva notato due soggetti allontanarsi in fretta e furia al momento del suo arrivo sul posto.