Solamente pochi giorni fa, a Roma, la Procura generale ha chiesto di confermare le condanne inflitte in primo grado nel processo per l’assalto alla sede della Cgil avvenuto durante la manifestazione ‘no green pass’ del 9 ottobre 2021. A Perugia, intanto, la Procura ha notificato a tre persone – all’imputato Salvatore Lubrano, condannato a otto anni e due mesi, e a due militanti di Forza Nuova – il decreto di citazione a giudizio nel quale vengono contestati a vario titolo i reati di oltraggio a un magistrato in udienza e di resistenza a pubblico ufficiale commessi il 20 dicembre 2023.
Salvatore Lubrano, 35 anni – riportano gli atti giudiziari – condannato dal tribunale «insieme a Luciano Castellino, Roberto Fiore e altri esponenti del movimento Forza Nuova per i fatti di devastazione della sede Cgil di Roma», dopo la lettura della sentenza «ha alzato il pugno destro in segno di protesta, urlato nei confronti della Corte ‘gente come noi non molla mai’, alzato la mano facendo il gesto delle tre dita a mo’ di pistola, fronteggiato le forze di polizia che con la forza stavano sgombrando l’aula e minacciato le stesse ripetendo ‘ti mangio la testa’ e proseguito dicendo ‘che pensate di mettermi paura, con la divisa addosso, ‘a sbirri di m…’ e gridato all’indirizzo della Corte ‘buffoni’». «Così compiendo con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso – prosegue l’imputazione – condotte di minaccia e resistenza fisica per opporsi al personale di polizia in servizio presso l’aula del Tribunale di Roma mentre compivano atti del loro ufficio e di oltraggio all’onore e al prestigio dei giudici del collegio in udienza».
Altre due persone, un 63enne romano e un 37enne di Colleferro, accusati dai pm di Perugia solo di oltraggio a un magistrato in udienza, vengono accusati di aver «alzato la mano destra a mo’ di saluto romano», «urlando nei confronti della Corte ‘gente come noi non molla mai’, compiendo condotte di oltraggio all’onore e al prestigio dei giudici del collegio in udienza». In base all’articolo 11 del codice di procedura penale la Procura della Repubblica di Perugia è competente per le indagini che coinvolgono magistrati del distretto di Roma, quando coinvolti come indagati o, come in questo caso, persone offese.
