«Ci sono storie che non dovrebbero finire così. Ci sono battaglie che non dovrebbero durare una vita». Con queste parole il Sunia Terni, sindacato unitario nazionale inquilini e assegnatari, annuncia la morte di un anziano cittadino ternano, da anni in attesa di una casa.

Mobilità abitativa L’uomo «ha trascorso gli ultimi dieci anni della sua vita a lottare per una casa che fosse davvero una casa: un luogo dove potersi muovere senza dolore, dove la sua grave invalidità e quella di sua moglie non diventassero ogni giorno una prigione fatta di ostacoli, scale, spazi impossibili». L’anziano ha bussato ad ogni porta, scritto lettere, fatto segnalazioni e chiesto ascolto con quella «stessa dignità che gli è stata negata». Il sistema però, «quello che si nasconde dietro moduli, graduatorie e silenzi, è troppo spesso inefficace». E intanto il tempo è passato. «Proprio in questi giorni – scrive Sunia – che è finalmente uscito il bando per la mobilità abitativa e avrebbe potuto sperare in un alloggio più giusto, più umano, più suo, non c’è più. È morto in attesa di una risposta. Un’attesa che non dovrebbe mai essere la condanna di nessuno».

Il ricordo del Sunia Terni «Vogliamo ricordarlo così: come un uomo che non si è arreso, che ci ha insegnato cosa significa dignità, e che con la sua forza, con la sua voce gentile ma ferma, è stato per noi un pungolo, uno sprone, una coscienza viva. Se oggi esiste un bando per la mobilità, lo dobbiamo anche a lui, che non ha mai smesso di credere che ogni persona, disabile o meno, povera o meno, ha diritto a vivere in una casa adeguata, in un luogo che rispetti la sua umanità. Noi continueremo la sua battaglia. Perché nessuno debba più morire aspettando una casa in grado di alleviare le sofferenze di una malattia grave e non di accentuarle».

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