di Enzo Beretta

Si chiama «Animal rights» l’operazione del Corpo forestale dello Stato che nell’ultimo mese ha consentito di denunciare una ventina di persone in Umbria e di sanzionare per oltre 76 mila euro persone ritenute responsabili di maltrattamenti di animali. Controlli sono stati effettuati in allevamenti e canili. Sono state riscontrati casi di avvelenamento e rintracciate carcasse di cani seppelliti, cani denutriti e legati a catene di pochi metri, animali rinchiusi in spazi angusti e perfino un asinello ucciso con uno sparo a bruciapelo nella campagne del Ternano.

FOTOGALLERY: GLI ANIMALI MALTRATTATI
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Boa, iguana e pitoni Commercio illegale d’avorio, boa constrictor in cattività, iguana abbandonati e perfino un pitone «dimenticato» da alcuni studenti stranieri in un appartamento di Perugia. Sono cinque, in tutto, le denunce del Cfs impegnati nella tutela di specie animali in via di estinzione. Durante gli accertamenti la Forestale ha accertato illeciti riguardo la mancanza di un certificato sulla provenienza legale dell’avorio intercettato in aeroporto, nessun documento per il serpente boa in cattività. Due, invece, gli iguana: il primo abbandonato a Città di Castello, il secondo morto a Bastia Umbra. Altre irregolarità sono state riscontrate nella denuncia della nascita di pappagalli.

Al lupo polpette avvelenate In tutto i controlli iniziati nel mese di marzo sono stati 376, 198 le sanzioni amministrative e 76 mila euro l’ammontare delle multe. Venti i reati accertati. A Perugia il 76 per cento delle 129 sanzioni elevate riguarda l’omessa identificazione e registrazione di cani all’anagrafe (anche quelli ospitati nei canili). Le altre irregolarità hanno riguardato illeciti sulla gestione scorretta di reflui di allevamento, trasporti animali vivi, introduzione di animali al pascolo, omessa custodia di animai e abbandono di rifiuti. Due cani maltrattati e denutriti sono morti, uno – è stato spiegato dal generale Guido Conti – era costretto a vivere in un recinto di mezzo metro quadrato. Altri provvedimenti sono stati adottati nei confronti di cacciatori «fuori stagione» e di «disturbatori» di alcune specie nel parco dei Monti Sibillini. In altre zone della provincia di Perugia sono state rinvenute esche per avvelenamento di animali, forse le stesse che hanno provocato la morte di un lupo a Nocera Umbra.

Asinello ucciso a pallettoni A Terni invece, più precisamente ad Arrone, è stato ucciso un asino con un colpo d’arma da fuoco a pallettoni. Gli investigatori ipotizzano che il gesto sia stato compiuto per «divertimento». Le indagini sono ancora in corso. Altre 13 persone invece dovranno difendersi a vario titolo davanti al giudice per truffa, abuo d’ufficio, turbata libertà degli incanti e falso ideologica. Già fioccano gli avvisi di garanzia della procura ternana.

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