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martedì 20 ottobre - Aggiornato alle 22:14

Archeologia industriale, furto ai capannoni di Papigno: rubati attrezzi da carradore del 1800

L’episodio risale al 2012, ma l’uomo che aveva fatto dono al Comune di quel materiale appartenente al nonno lo ha saputo solo oggi

Deve aver sentito il cuore piangere l’uomo che venerdì, a distanza di otto anni dall’accaduto, ha scoperto che gli attrezzi dell’officina di suo nonno, carradore in piazza dell’Olmo alla fine dell”800, sono stati rubati. Li aveva donati al Comune di Terni con la promessa di un’esposizione sugli antichi mestieri, convinto di onorare la memoria del nonno ma, ‘custoditi’ in magazzino, in un capannone di Papigno, furono trafugati già nel 2012 assieme ad altri pezzi di vera archeologia industriale.

Furto a Papigno A darne notizia è il consigliere di Terni civica Michele Rossi:  «Con sincero imbarazzo e dispiacere ho appena comunicato ad un cittadino che mi aveva incaricato di rintracciarli, che gli strumenti di lavoro del nonno che esercitava l’arte del carradore (costruzione di carri e barrocci) fin dal 1861 in piazza dell’Olmo, donati al Comune di Terni nel 2000, con la promessa di una esposizione sugli antichi mestieri della città, sono stati trafugati dai magazzini che li ospitavano. Avrei voluto comunicargli ben altro, rassicurarlo sulla custodia e invece ho dovuto informarlo della perdita di quei beni tenendo ben presente il loro valore affettivo. Rubati dai capannoni di Papigno nel 2012 insieme ad altro materiale tra cui un telaio dell’Ottocento dello storico Jutificio Centurini e le matrici delle cartoline di Alterocca, da ladri che probabilmente li avranno rivenduti a peso come insignificante ferro vecchio».

Michele Rossi «I fatti – tuona Rossi – sono estremamente vergognosi, compresa la mancata comunicazione, fu sporta regolare denuncia ai carabinieri, in tanti anni di quanto accaduto al donatore che fino ad oggi era sicuro e tranquillo sulla custodia da parte del Comune. La considerazione e il rispetto avrebbero imposto ben altri tempestivi e riguardosi comportamenti. Non dovrà succedere più. Non con questa amministrazione. E sono sicuro che sarà così, conoscendo l’impegno e gli sforzi. Per questo motivo dando seguito anche alle richieste dei singoli e delle associazioni che si occupano di archeologia industriale, intendo presentare una interrogazione al fine di conoscere l’attuale stato di sicurezza di quei luoghi usati come deposito comunale. Negli ex stabilimenti di Papigno vengono ancora custoditi, si spera catalogati, altri preziosi e antichi macchinari della antica Terni artigianale ed industriale (macchinari Bosco, Centurini e Alterocca), ciò che resta di un patrimonio che non possiamo permetterci di perdere con nuovi saccheggi».

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