Andrey Yakunin è stato arrestato in Novergia con l’accusa di aver pilotato un drone alle Svalbard. Il 47enne è l’oligarca russo che in Umbria ha acquistato il Castello di Antognolla ed è il figlio di Vladimir Yakunin, considerato uno dei più stretti collaboratori di Putin. Umbria24 a marzo aveva incontrato Yakunin per un’intervista sulle sanzioni alla Russia, il Kgb e l’investimento che il magnate russo sta compiendo in Umbria.
Andrey Yakunin arrestato in Novergia Il quotidiano The Barents Observer riporta le dichiarazione del procuratore Anja Mikkelsen Indbjør che ha spiegato: «La polizia ha arrestato l’uomo il 17 ottobre a Hammerfest e ha sequestrato droni e dispositivi elettronici che ora vengono analizzati. Il contenuto delle registrazioni del drone sono di grande importanza per il caso». Accusato di aver violato il Sanction Act, la linea difensiva di Andrey Yakunin è quella di essere considerato dalla giustizia norvegese un cittadino britannico, avendo la doppia cittadinanza. Il Washington Post scrive che il suo avvocato, John Christian Elden, «ha detto in una e-mail che il suo cliente è un cittadino britannico, che ha studiato, lavora e ha famiglia in Gran Bretagna. Elden – si legge nel quotidiano – non ha negato che Yakunin abbia pilotato un drone, ma ha affermato che farlo era illegale per i cittadini russi, non per i cittadini britannici». Tuttavia, riporta The Barents Observer «a bordo della barca di Yakunin, gli investigatori della polizia hanno trovato il suo passaporto russo». Intanto i funzionari norvegesi hanno avvertito che potrebbero scattare altri arresti, spiegando che sono almeno sette i russi, Yakunin compreso, arrestati nelle ultime settimane per aver pilotato droni o aver scattato foto vicino ad aree sensibili, provocando un’indagine da parte del servizio di intelligence nazionale. La Norvegia e altri paesi si stanno muovendo per proteggere le infrastrutture critiche sulla scia del sabotaggio dei gasdotti Nord Stream.
La replica di Yakunin «Stava compiendo una traversata in barca con una spedizione artica e utilizzava i droni per scopi naturalistici». A precisarlo è la proprietà del castello di Antognolla. «Ci teniamo molto – continua la nota – a fare piena chiarezza su quanto accaduto. Andrey è appassionato di natura, fotografia e sport estremi, come sanno tutti quelli che lo conoscono e come è noto da tempo anche pubblicamente. Gli piace anche fare fotografie ed era già stato in una spedizione in Norvegia già qualche anno fa. L’uso dei droni, secondo chi difende Yakunin sarebbe giustificato dal fatto di «controllare la rotta e verificare la presenza di orsi polari, come è comune nelle spedizioni artiche». «Avendo anche la cittadinanza britannica – scrive ancora Antognolla -, Andrey pensava che le restrizioni sull’uso dei droni non si applicassero a lui. Ad ogni modo Andrey sta collaborando pienamente con le autorità per fornire tutte le informazioni necessarie per fare piena chiarezza sul caso».
