di Francesca Marruco
Uno, due, tre, quattro, cinque. Sono i colpi di pistola che i medici legali hanno contato sul corpo di Luca Rosi, ucciso barbaramente mentre venerdì sera cercava di difendere la fidanzata Miriam dalle attenzioni dei tre rapinatori che li tenevano ostaggio. I medici legali, le dottoresse Laura Paglicci Reattelli e Anna Maria Verdelli hanno eseguito martedì l’autopsia sul corpo martoriato del bancario. Si perché oltre ai cinque proiettili che lo hanno colpito anche nella zona del cuore, Luca è stato anche picchiato, brutalmente.
Due pistole? I due medici non hanno potuto stabilire se a sparare a Luca siano state due diverse pistole, come da più parti si ipotizza. Per quello ci vorrà una perizia balistica per stabilirlo con certezza. In questo caso ha sparato sicuramente una calibro 9, i cui bossoli sono stati trovati in casa. Mentre per l’altra non ci sono certezze. Se venisse accertato però che i proiettili sono di due diversi tipi, vorrebbe dire che sarebbero stati in due a sparare a Luca. In due a infierire sul povero 38enne ucciso con le mani ancora legate dietro la schiena. Luca, nel disperato tentativo di difendere Mary non ci ha pensato due volte. Purtroppo neanche le tre belve che lo hanno giustiziato a pochi passi dalla madre.
La madre: li odio Che adesso dice: «Ma questi assassini, non ce l’hanno una madre che gli ha insegnato che queste cose non si fanno?». Mamma Ivana, la madre di Luca Rosi, non si dà pace per la morte del figlio. La donna lo ha detto nel corso di un’intervista a ‘Pomeriggio cinque’. «Provo per questi tanto odio, non so tra qualche tempo, ma per ora tanto odio. Mi auguro che li prendano, li voglio vedere anche negli occhi questi delinquenti che mi hanno fatto molto male. Non mi capacito di questa grande disgrazia che ho subito». «Luca sì è stato un eroe, ma comunque lui non c’è più»
Si costituiscano «Luca si è ribellato – ha raccontato ancora mamma Ivana alle telecamere della Rai – e a quel punto lo hanno preso sottobraccio e portato in camera. Ho sentito quattro cinque spari -ma non capivo se erano per uccidere o spaventarlo». «Hanno rovesciato tutto – ha aggiunto – perché volevano l’oro che però non tengo in casa. Cosa vorrei dire ai banditi? Che devono costituirsi».
I funerali giovedì Mamma Ivana spera che un po’ d’umanità sia rimasta nelle belve che le hanno ammazzato Luca che adesso, dopo l’autopsia potrà seppellire. I funerali del 38enne ucciso in casa del padre Bruno durante un tentativo di rapina verranno celebrati giovedì alle 15 al cva di Ramazzano dal vescovo Bassetti. Lo stesso luogo in cui lunedì sera un’intera comunità si è stretta intorno alla famiglia per manifestare loro solidarietà e per ricordare Luca.


Se li prendono, pena di morte “ad personam” per questi barbari.
Così gli altri banditi ci penseranno, prima di fare altri massacri, alla faccia delle statistiche taroccate che dicono che non è un deterrente ….
<hai ragione LA PENA DI MORTE oramai è indispensabile bisogna debellare questo cancro assassino
LA RESPONSABILITA’ VA ATTRIBUITA ALLE ISTITUZIONI CHE NON PROTEGGONO NE’ I CITTADINI NE’ IL TERRITORIO!!!!!!!!!!
PENSANO SOLTANTO A COME TASSARE I CITTADINI PER ASSICURARSI I PROPRI PRIVILEGI !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
famiglia Rosi, avete tutta la mia solidarietà, ma ora voi, come tutti, unitevi al dolore delle popolazioni terremotate dell’Emilia Romagna, che non hanno più neanche la loro casa e i ricordi di famiglia…!