Il capitano Michele Basilio

Gli inquirenti li definiscono ‘i Bonnie & Clyde delle gioiellerie’. Merito, si fa per dire, dei diversi colpi tentati o messi a segno in vari negozi di preziosi del centro Italia. Al termine di un’indagine lunga e complessa, i carabinieri della compagnia di Amelia, coordinati dal capitano Michele Basilio, sono riusciti ad identificarli e hanno arrestato la donna. Il compagno è attualmente ricercato. Sono entrambi italiani, originari di Colonna (Roma): lui (L.S.) ha 25 anni e lei (C.G.) ne ha 23.

Il modus operandi del ‘duo’ era sempre lo stesso: ben vestiti e affabili, entravano nelle gioiellerie chiedendo di poter vedere i gioielli in vista di un possibile acquisto. Al momento opportuno, uno dei due – in genere l’uomo – distraeva il commerciante consentendo alla complice di nascondere i preziosi nella borsa. Poi se ne andavano come se nulla fosse.

Le indagini dei militari sono scattate dopo il furto messo a segno lo scorso 26 luglio in una gioielleria di Avigliano Umbro. Il titolare si era accorto dell’ammanco – ben 10 mila euro fra monili e preziosi – solo due giorni dopo. Per dare un nome e un volto alla coppia, i carabinieri sono partiti dall’analisi dei fotogrammi registrati dal sistema di videosorveglianza della gioielleria e poi diffusi tutti i comandi dell’Arma in Umbria.

La targa Il flusso informativo ha permesso di acquisire elementi fondamentali per l’identificazione dei due soggetti. Si è così scoperto che i novelli Bonnie & Clyde avevano tentato altri furti fra Terni e Perugia: il 30 agosto dello scorso anno in una gioielleria di Baschi e il 14 settembre in un altro negozio a Città di Castello. Proprio il titolare della gioielleria tifernate, colpito dal comportamento strano della coppia, li aveva invitati ad uscire dal negozio e si era appuntato il numero di targa dell’auto utilizzata, una Ford Fiesta.

L’ultimo dettaglio Da questo dettaglio, i carabinieri sono riusciti a risalire al furto compiuto lo scorso 28 febbraio in un’altra gioielleria, questa volta a Roma, conclusosi con l’arresto dei due. Con in mano le foto segnaletiche, gli inquirenti hanno ottenuto i riscontri necessari per chiedere all’autorità giudiziaria l’emissione di nuovi provvedimenti restrittivi. Attualmente solo la donna è stata tratta in arresto e associata al carcere di Rebibbia, mentre l’uomo è ricercato in quanto irreperibile.

Il complice Nell’ambito dell’attività è stato denunciato anche il proprietario della Ford Fiesta utilizzata dai due. Si tratta di B.F., 53enne pregiudicato. Nelle prime fasi di indagine, ha affermato di ‘non ricordare’ a chi avesse prestato l’auto nei giorni in cui erano stati messi a segno i colpi.

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