Foto arresto generica (archivio Fabrizio Troccoli)

Sono le 16 di martedì quando una donna parcheggia la propria auto in via Birago.

La vicenda Neanche il tempo di scendere dall’auto che un magrebino apre lo sportello del lato ‘passeggero’ e cerca di impossessarsi della sua borsa. La donna reagisce con tempismo avventandosi sulla borsa, al cui interno ci sono 300 euro. Ne scaturisce una breve colluttazione, dalla quale esce vincitore il nordafricano che, dopo aver praticato una torsione dell’avambraccio della malcapitata, se ne va col bottino.

Identificati Lei, però, ha fissato nella propria mente il volto e l’abbigliamento del rapinatore. Inoltre ha notato che, a pochissimi passi dalla sua auto, c’era un secondo maghrebino, che ha fatto da palo, pronto a intervenire in caso di necessità, e che è poi fuggito assieme al suo complice. Per questo, la donna fornisce alle Volanti l’identikit di entrambi i nordafricani e gli agenti iniziano subito una doppia caccia all’uomo. Il loro impegno produrrà i frutti sperati.

Caccia al rapinatore Infatti, in un parco non distante dal teatro della rapina, i poliziotti individuano uno straniero che sembra nascondersi tra la vegetazione. Si accorgono che il suo abbigliamento corrisponde a quello di uno dei rapinatori, capiscono di essere sulla buona strada e lo bloccano. Peraltro il soggetto, appena vede gli agenti, cerca di disfarsi di un telefono cellulare, che però viene prontamente recuperato dalla polizia. Non è della donna rapinata, ma di una ragazzina derubata in un’altra occasione.

Arresto A questo punto, le Volanti tornano in Questura col fermato per procedere nei suoi confronti. In occasione del riconoscimento, la donna derubata non ha alcun dubbio: R.A., queste le sue iniziali, è l’uomo che aveva fatto da palo. Pertanto, d’intesa col pubblico ministero Manuela Comodi, il marocchino – pluripregiudicato per reati contro il patrimonio e in materia di droga – viene sottoposto dalla polizia a fermo di p.g. per i reati di rapina e di ricettazione. Emerge, inoltre, che il soggetto non ha eseguito un recente ordine di allontanamento dal territorio nazionale, quindi viene anche denunciato per tale inottemperanza. In tarda serata, per R.A. si spalancano le porte del carcere di Capanne. In queste ore la polizia è al lavoro per attribuire un volto e un nome all’altro rapinatore.

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