Hashi Omar Hassan: innocente dopo 16 anni di carcere

Ammonta a oltre tre milioni di euro il risarcimento per ingiusta detenzione stanziato dalla Corte di appello di Perugia in favore di Hashi Omar Hassan, il somalo che ha scontato 16 anni di carcere per gli omicidi di Ilaria Alpi e di Miran Hrovatin ma poi è stato assolto. La sentenza assolutoria è arrivata nell’ottobre 2016 al termine del processo di revisione. La Corte ha liquidato circa 500 euro al giorno per il risarcimento di Hassan.

Dall’omicidio all’assoluzione Il somalo era stato condannato per l’omicidio della giornalista del Tg3 Ilaria Alpi e dell’operatore Miran Hrovatin avvenuto il 20 marzo 1994 a Mogadiscio. Ma ad ottobre 2016, assolvendo Hassan, i giudici hanno accolto le richieste di tutte le parti del processo. Dopo avere scontato 16 dei 26 anni di carcere l’imputato era stato affidato ai servizi sociali.

VIDEO, GLI ACCUSATI: LA RICOSTRUZIONE

Il principale accusatore Hassan, unico condannato, aveva chiesto e ottenuto la revisione del processo dopo che una giornalista della trasmissione ‘Chi l’ha visto’ aveva intervistato il suo principale accusatore, il somalo Gelle, che aveva confessato di aver mentito indicandolo sulla scena del delitto. A proposito di Gelle il pg ha sottolineato la totale «inattendibilità».

FOTOGALLERY, IL PROCESSO A PERUGIA

«Ora i veri assassini» «Mi sento bene perché finalmente, dopo tanti anni di ingiusto carcere, sono un uomo libero di cercare la mia famiglia che non vedo da 19 anni» aveva dichiarato Hassan al termine dell’udienza. «Adesso mi aspetto che trovino i veri responsabili dell’omicidio anche se con me hanno perso 19 anni – sono le sue parole -. Questo è un vero problema».

CONDANNATO E I TESTIMONI
LA RICOSTRUZIONE

 

 

L’accusa lanciata al somalo Hashi Omar Hassan dal connazionale Ahmed Ali Rage, conosciuto col soprannome di Gelle, riguardo l’omicidio della giornalista del Tg3 Ilaria Alpi e dell’operatore Milan Hrovatin, assassinati a Mogadiscio il 20 marzo del 1994, secondo i giudici della Corte d’assise d’appello di Perugia che nel processo di revisione hanno assolto Hashi dopo 26 anni di carcere per non aver commesso il fatto è «contraddittoria, del tutto inattendibile e plausibilmente falsa». Il processo era scaturito da una deposizione di Gelle, fatta in sede di rogatoria della procura di Roma, che scagionava Hassan.

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.