Ospedale di Perugia, foto Fabrizio Troccoli

di Chiara Fabrizi

All’ospedale di Perugia servono 261 assunzioni, ma mancano 5,6 milioni per pagarle. La fotografia la scatta il piano del fabbisogno del personale approvato dai vertici del Santa Maria della Misericordia che alla Regione chiedono di ridefinire il tetto di spesa concesso al nosocomio, ripristinando quello definito nel triennio 2016-2018, vale a dire circa 130,5 milioni, mentre ora si gira a 124,9 milioni.

Per 260 assunzioni mancano 5,6 milioni Più precisamente con l’iniezione di risorse nell’azienda ora guidata dal direttore generale Giuseppe De Filippis potranno arrivare 204 unità di personale ospedaliero, mentre gli altri 54 dipendenti, che cuberebbero altri 2,3 milioni di euro in termini di spesa, si conta di poterli assumere con fondi dello Stato specificatamente dedicati all’emergenza Covid-19, perché si tratta di personale destinato al potenziamento delle Terapie intensive e delle attività di soccorso. Ora, dunque, sarà la giunta regionale, una volta che avrà esaminato i piani del fabbisogno presentati dall’altra azienda ospedaliera e dalle due aziende sanitarie umbre, a stabilire se accordare in toto, in parte o bocciare la richiesta di innalzamento del tetto di spesa arrivata dai vertici dell’ospedale di Perugia, dove a seguire la partita è anche la direttrice amministrativa Cristina Clementi. Il nodo, secondo quanto risulta, dovrebbe essere sciolto nell’arco di qualche settimana, così da mettere in condizioni i manager della sanità regionale di procedere con concorsi e stabilizzazioni.

«Urgente coprire le carenze di organico» Nel documento, comunque, viene rimarcato che l’ospedale di Perugia fa i conti con una «grave carenza di organico in ciascuna articolazione organizzativa» e che di fatto ha retto all’emergenza Covid-19 solo grazie «alla disponibilità e allo spirito di abnegazione di tutto il personale in servizio, da quello sanitario a quello delle professioni sociosanitarie, a quello tecnico e amministrativo». Analogamente viene definito «in molti casi urgente coprire le carenze di organico per garantire una corretta, efficiente ed efficace gestione dei servizi» anche alla luce del «miglioramento qualitativo delle prestazioni, a fronte del verosimile aumento dei volumi di attività previsti, nonché il rispetto delle norme in materia di orario di lavoro e di riposi e la possibile integrazione di nuove competenze».

Medici, infermieri e oss Specificatamente e per quanto riguarda la parte di fabbisogno di personale che dovrebbe essere finanziata con la ridefinizione del tetto di spesa in capo alla Regione, viene evidenziata la necessità di assumere 39 medici, 53 infermieri, 42 oss, tre biologi, uno psicologo, un fisico, tre dirigenti professioni sanitarie, quattro ostetriche, un ortottista, cinque tecnici di laboratorio, cinque tecnici di radiologia, un tecnico perfusionista, due fisioterapisti, un logopedista, un audiometrista, due tecnici della prevenzione nei luoghi di lavoro, un dirigente architetto, un dirigente avvocato, un dirigente ingegnere, 19 operatori tecnici, tre collaboratori tecnico professionale, un assistente sociale, tre dirigenti amministrativi, nove assistenti amministrativi e due collaboratori amministrativi. Specificatamente per l’emergenza Covid-19, quindi per le terapie intensive e le attività di soccorso, invece, 15 medici, 30 infermieri, sette oss, cinque autisti di ambulanza.

@chilodice

 

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