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giovedì 19 maggio - Aggiornato alle 07:22

Allarme baby gang, sos lanciato da un genitore: «Ragazzi girano armati e minacciano coetanei»

Il post social mette in guardia i ternani: «Sei o sette giovani rapinano i nostri figli e li terrorizzano»

Unsplash foto di @elliot_drew

«Sei o sette ragazzi spesso girano armati di coltelli che usano per minacciare i malcapitati. Spacciano ai nostri figli, li terrorizzano creando così un alone di omertà attorno a loro». Questa la denuncia di un genitore in un post social. L’uomo parla di una sorta di baby gang composta da giovani che si aggira per la città di Terni. I ragazzi, secondo quanto raccontato dal genitore, prendono di mira i coetanei e si destreggiano tra minacce e rapine. Nessuna denuncia per ora ma il post ora è arrivato all’attenzione delle forze dell’Ordine che procederanno per le verifiche del caso.

Baby gang a Terni Il contenuto social supera le 500 condivisioni, il cittadino ternano invita i genitori a mostrare attenzione al fenomeno. Sono almeno due gli episodi che si sono verificati in città negli ultimi giorni: «Vicino al quartiere Cospea hanno rapinato una ragazzina – si legge nel post – l’hanno bloccata e si sono fatti consegnare 170 euro che doveva usare per comprarsi dei vestiti. In un parchetto vicino ponte Allende – aggiunge – l’altro giorno hanno costretto un ragazzo a consegnare le scarpe nuove appena acquistate, mandandolo scalzo a casa». Il grido d’allarme: «Genitori se ci siete battete in colpo». Tanti i commenti di cittadini preoccupati che si confrontano sui social cercando di diffondere più possibile il messaggio in modo che i giovani possano stare sull’attenti: «Ho voluto scrivere questo post – racconta l’autore del contenuto a Umbria24 – per far conoscere questo fenomeno alla popolazione. L’obiettivo è quello di sensibilizzare soprattutto i genitori e di convincerli a confrontarsi con i propri figli e denunciare i responsabili. I ragazzi hanno paura e non ne parlano, ma per mettere fine a questo giro di delinquenza la paura va affrontata e la verità deve venire fuori».

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