di Maurizio Troccoli e Sara Calini

Aggredito e ferito gravemente con una lama lunga, forse una katana. Sono stati uno o forse due i minuti scanditi dalla violenza inaudita a cui hanno assistito lunedì sera diverse decine di residenti di San Sisto a Perugia, accorsi alle finestre per le urla che provenivano dalla strada, precisamente da via Albinoni, tra il Conad e l’ufficio postale del quartiere. Qui un ragazzo tunisino di 27 anni intorno alla mezzanotte è stato raggiunto da almeno due giovani, ma alcuni abitanti ritengono fossero quattro, arrivati lì con una Fiat Panda grigia condotta da un complice, che avrebbe anche tentato di investire il giovane.

Gli aggressori, poi, sarebbero scesi dall’utilitaria e avrebbero picchiato e ferito più volte con una grossa arma da taglio la vittima. Nonostante le grida degli abitanti, che li pregavano di fermarsi, i protagonisti dell’episodio brutale avrebbero continuato a pestare e accoltellare la vittima, prima di lasciarla lì e scappare sempre a bordo dell’auto, mentre alcuni residenti, tra cui un professionista del 118, scendevano da casa per soccorrere il 27enne di origine straniera e altri chiamavano il 112.

Il giovane aggredito è stato quindi portato nel vicino ospedale di Perugia, dove ha subito l’amputazione di un dito e gli sono state suturate ferite da arma da taglio al volto e alla mano, che gli sono costati una prognosi di 40 giorni, segno ulteriore di una ferocia che a Perugia allarmano, lasciano sbigottiti e indignano. Fortunatamente il ragazzo non sarebbe in pericolo di vita, anche se le sue condizioni per ora non consentono agli inquirenti, coordinati dalla Procura di Perugia, di parlare con lui per raccogliere informazioni utili all’identificazione dei suoi aggressori.

Chi ha assistito all’episodio violento di San Sisto a Perugia parla di scene di panico tra i residenti, probabilmente terrorizzati dalle conseguenze che l’aggressione avrebbe potuto avere sotto ai loro occhi. Difficile per ora ricostruire compiutamente la dinamica dell’accaduto: alcuni residenti hanno infatti raccontato a Umbria24 che gli aggressori a bordo di un’auto avrebbero tentato anche di investire a piedi il 27enne, altri che l’episodio violento sarebbe iniziato in una via adiacente, dove ci sarebbe stato anche un tentativo di speronamento, quindi non è chiaro se il 27enne fosse inizialmente al volante di un’auto. C’è chi parla di coltellate inferte con una lama di grosse dimensioni, forse una katana, un machete o qualcosa di simile. Non si conoscono, al momento, neppure le ragioni che avrebbero scatenato la lite di San Sisto, ma non è escluso possa essersi trattato di un regolamento di conti.

«Questa notte, nel quartiere San Sisto di Perugia, si è verificata una brutale aggressione che ha portato al ferimento di almeno una persona e ciò ha profondamente scosso la comunità locale. Dai primi elementi raccolti, potrebbe trattarsi di un regolamento di conti tra gruppi criminali, un fatto di estrema gravità che ha generato paura e tensione tra i residenti», è quanto commentano, la sindaca Vittoria Ferdinandi e il delegato alla sicurezza urbana Antonio Donato che esprimono «ferma condanna, profonda preoccupazione e massima vicinanza ai cittadini del quartiere San Sisto» di Perugia. Fin dalle prime ore del mattino, l’amministrazione è in costante contatto con le forze dell’ordine, «cui spetta il compito di fare piena luce sull’accaduto – aggiungono dall’amministrazione -. Si tratta di un grave fatto di ordine pubblico che ha giustamente allarmato i residenti, i quali hanno reagito con senso civico tentando di prestare soccorso. L’amministrazione comunale – conclude la nota – confida pienamente nell’operato delle forze dell’ordine certa che sapranno definire con precisione le responsabilità e assicurare alla giustizia i responsabili di questo atto inaccettabile».

Dopo i fatti della notte l’opposizione torna all’attacco sul tema sicurezza. Nel mirino in particolare c’è la giunta, accusata di «immobilismo». «Ora Perugia non è più grigia e ripiegata su se stessa. È rossa, come il sangue che scorre sempre più spesso», si legge nel testo, che denuncia una situazione «da film», con bande e risse armate che ricordano i contesti di grandi città come Roma o Napoli, ma che appaiono fuori luogo nella realtà perugina. Il comunicato accusa la giunta di aver lasciato «le forze dell’ordine sole» e di aver scelto «la strada della resa», sottolineando l’assenza di un assessore alla sicurezza (la scelta di tenere per sé la delega fu fatta anche da Andrea Romizi), il mancato utilizzo del taser da parte della polizia locale e il presunto ridimensionamento del presidio a Fontivegge. «La sicurezza non è un favore: è un diritto non negoziabile», concludono i consiglieri.

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