©️Fabrizio Troccoli

di Enzo Beretta

La riqualificazione del reato, da tentato omicidio a rissa aggravata, e la sostituzione della custodia in carcere con gli arresti domiciliari: sono queste le due questioni tecniche portate all’attenzione del tribunale del Riesame di Perugia dall’avvocato Vincenzo Bochicchio che difende uno dei due tunisini fermati nell’ambito dell’inchiesta sull’aggressione avvenuta la notte del 12 maggio a San Sisto. In quella circostanza gli indagati, insieme a due persone tuttora ricercate – secondo l’accusa – hanno tentato di uccidere un connazionale in via Albinoni, prima investito con l’auto e poi aggredito con una katana.

Udienza Il Riesame – composto dai giudici Lidia Brutti, Alberto Avenoso ed Emma Avella – comunicheranno nelle prossime ore le loro decisioni. All’udienza di questa mattina al tribunale della libertà ha preso parte anche il pm Annamaria Greco che coordina le indagini dei carabinieri. Secondo la Greco gli indagati hanno «compiuto atti idonei diretti in modo non equivoco a cagionare la morte di Fares Majri», inseguito da una Fiat Punto «fino al parcheggio davanti al supermercato Conad in via Tommaso Albinoni» e poi «colpito violentemente con armi da taglio di grandi dimensioni in vari parti del corpo». Le gravi ferite, «inferte in prossimità di strutture vitali che, qualora attinte, avrebbero comportato la morte della persona aggredita», hanno portato pure all’amputazione di un dito.

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