di Chiara Fabrizi
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Trenta giorni per decidere se concedere alla Sase la gestione totale per i prossimi venti anni dell’aeroporto San Francesco. Tanto avranno a disposizione il ministero dei Trasporti e, soprattutto, quello dell’Economia e Finanze (Mef) per concludere il procedimento arenatosi nel 2008, dopo il parere favorevole dell’Enac.
Chiesto risarcimento di 12.3 mln A deciderlo il Tar dell’Umbria che martedì ha depositato le motivazioni della sentenza con cui ha accolto il ricorso presentato dalla Sase contro il silenzio rifiuto con cui dal gennaio 2010 il Mef ha paralizzato la pratica. Contestualmente, i giudici amministrativi hanno nominato commissario ad acta il ministro dei Trasporti e rimandato ad altro procedimento la richiesta di risarcimento danni, quantificata dal legale Sase, l’avvocato Enrico Mormino, in 12.3 milioni di euro.
Tar: «Procedimento concessione da concludere»Il collegio giudicante (Fantini presidente, Bruno e Amovilli consiglieri) ha, quindi, dato ragione alla Società per la gestione e il potenziamento dell’aeroporto umbro, affermando che «non può considerarsi concluso il procedimento di concessione dell’aeroporto». In particolare per il Tar dell’Umbria, che si è pronunciato sul ricorso dopo che il tribunale del Lazio aveva sollevato un difetto di competenza territoritoriale, ritiene che non siano sufficienti né i due pareri sfavorevoli formulati dal dipartimento del Tesoro e da quello della Ragioneria generale, né tanto meno la nota del 4 marzo scorso firmata dal Capo di Gabinetto del Mef.
Manca decreto interministeriale Tant’è che si legge: «Questi atti non possono considerarsi l’epilogo di un procedimento complesso, in cui l’affidamento o il diniego della concessione è effettuato da un decreto interministeriale». Che ancora non è ancora stato emanato, ma che dovrà esserlo entro 30 giorni. Recentemente, tuttavia, pronunce amministrative analoghe sono state emesse per le gestione degli aeroporti di Parma e Cuneo, ma in questi casi la scadenza è trascorsa inutilmente.
Fagotti cita Brecht: «C’è un giudice a Berlino»Raggiunto telefonicamente da Umbria24 il presidente della Sase, Mario Fagotti cita Brecht: «Per il momento mi sento solo di dire che finalmente c’è un giudice a Berlino, era una pronuncia attesa, avevamo le leggi dalla nostra parte e lo abbiamo dimostrato, naturalmente siamo soddisfatti e ringraziamo il Tar dell’Umbria, ora vediamo cosa succede».
