Raffaele Cantone è il nuovo procuratore della Repubblica di Salerno. La nomina è stata votata nel pomeriggio di mercoledì 25 marzo dal plenum del Consiglio superiore della magistratura con quattro astensioni, dopo che il suo profilo era stato inserito tra quelli esaminati per il conferimento dell’incarico direttivo. Cantone lascerà così la guida della Procura di Perugia, ufficio che ricopriva dal 29 giugno 2020 e che, come è noto, ha competenza anche sui procedimenti che riguardano i magistrati del distretto di Roma. La decisione del plenum segna quindi il ritorno in Campania del magistrato napoletano, entrato in magistratura nel 1991, dopo un percorso professionale che lo ha visto impegnato prima alla Pretura di Napoli, poi alla Procura partenopea, quindi alla Direzione distrettuale antimafia, al Massimario della Cassazione e, fuori ruolo, alla presidenza dell’Autorità nazionale anticorruzione. La nomina e il percorso professionale risultano dagli atti del Csm, nei quali è ripercorsa la carriera del magistrato fino all’attuale incarico perugino. 

In Umbria Alla guida della Procura di Perugia, Cantone ha seguito in prima persona alcuni dei fascicoli più rilevanti degli ultimi anni, in una stagione particolarmente delicata per l’ufficio giudiziario umbro. Tra i procedimenti più noti ci sono quelli collegati al caso Palamara, i verbali degli interrogatori resi da Piero Amara ai magistrati milanesi con i riferimenti alla presunta «Loggia Ungheria», l’indagine sulla presunta attività di dossieraggio che coinvolge il finanziere Pasquale Striano e l’ex sostituto procuratore della Dna Antonio Laudati, oltre alla vicenda dell’«esame farsa» sostenuto il 17 settembre 2020 dal calciatore uruguaiano Luis Suarez per ottenere la cittadinanza italiana. Il passaggio a Salerno apre ora il tema della successione al vertice della Procura perugina, in un ufficio che in questi anni è rimasto al centro dell’attenzione nazionale proprio per il peso dei dossier trattati e per il ruolo istituzionale che riveste. 

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