Una persona di fronte a un computer

di Enzo Beretta 

Quattro giovani tra i 20 e i 23 anni, tutti residenti a Perugia, sono stati arrestati su ordine del giudice per le indagini preliminari di Tivoli per aver rapinato un uomo adescato su un sito di incontri gay. I fatti sono avvenuti a Monterotondo. 

Le minacce Ricostruisce il pubblico ministero: «Dopo aver adescato la vittima su Grindr e concordato con lui un incontro in un parcheggio isolato, l’uomo è stato aggredito con schiaffi al volto e bloccato alle spalle dai complici che erano nascosti nei sedili posteriori. Gli hanno intimato di consegnare loro il denaro e gli oggetti in oro e avendo ricevuto risposta negativa lo minacciavano avvicinandogli al volto un accendino e una sigaretta accesa per poi impossessarsi del suo telefono (sbloccato attraverso il riconoscimento facciale carpito alla persona offesa). Hanno dunque tentato di accedere alle applicazioni relative al conto bancario costringendolo a riferire le password mediante continue minacce di morte. Impossibilitati ad effettuare un bonifico a loro favore – prosegue la Procura – si impossessavano della sua carta di credito e si davano alla fuga minacciandolo che se li avesse denunciati avrebbe ucciso i suoi familiari».

L’incontro Stando a quanto ricostruito nelle carte giudiziarie la sera del 25 febbraio 2023 intorno alle 22 la vittima si è messa a chattare sul social network Grindr dove aveva fatto la conoscenza di un giovane – ‘Divertimento 22’ – che lo aveva contattato. Dopo averci scambiato alcune foto i due si sono accordati per incontrarsi.

La denuncia «È chiaro – scrive il gip nell’ordinanza di custodia cautelare – come i quattro malviventi abbiano agito secondo un piano ben tratteggiato sin dalla sua ideazione, adescando la propria vittima su una piattaforma di incontri omosessuali, confidando fallacemente che il pudore nell’ammettere la propria omosessualità lo scoraggiasse a denunciare, portarlo in luogo isolato per poi aggredirlo in gruppo, facendosi consegnare denaro e altre utilità». I quattro indagati, due attualmente detenuti in carcere e gli altri due agli arresti domiciliari, sono difesi dall’avvocato Gianni Dionigi.

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