Un uomo di fronte a un portatile (foto di Kaitlyn Baker su Unsplash)

La Procura di Perugia ha chiesto il rinvio a giudizio per un 35enne di Città di Castello accusato di tentata prostituzione minorile e adescamento di minorenni. Secondo gli atti, tra luglio e settembre 2025 avrebbe contattato cinque giovani tra 15 e 16 anni attraverso Instagram, WhatsApp e Telegram, offrendo denaro per «compiere atti sessuali».

Udienza L’udienza preliminare è stata fissata per il 29 settembre davanti alla gup Natalia Giubilei. La richiesta di rinvio a giudizio è stata firmata dal pubblico ministero Franco Bettini. Secondo la ricostruzione della Procura, il 35enne avrebbe avvicinato i minorenni sui social e sulle applicazioni di messaggistica, proponendo somme di denaro variabili tra 500 e 2.000 euro. Nelle contestazioni si fa riferimento ad atti «idonei e diretti in modo non equivoco a compiere atti sessuali» con le persone offese, senza riuscire nell’intento per il rifiuto opposto dai giovani.

Adescamento Negli atti il pubblico ministero contesta anche l’adescamento dei minori «al fine di commettere il reato di prostituzione minorile». Secondo l’accusa, l’uomo avrebbe cercato di conquistarne la fiducia anche attraverso lusinghe e interazioni sui profili social, tra cui l’utilizzo di emoticon ai post pubblicati dai ragazzi, in segno di approvazione e compiacimento.

Indagini Sono cinque le persone offese indicate dalla Procura, tutti minorenni all’epoca dei fatti. Alcuni sono già stati sentiti in incidente probatorio davanti al giudice per le indagini preliminari Simona Di Maria. I giovani sono assistiti dagli avvocati Eugenio Zaganelli e Marco Piazzai.

Prove Tra le fonti di prova elencate dal pm figurano le denunce querele agli atti, la relazione di consulenza tecnica redatta da un consulente informatico su incarico della Procura, i verbali di sommarie informazioni, gli atti relativi all’incidente probatorio per la testimonianza delle persone offese minorenni, gli esiti delle indagini svolte dalla polizia postale di Perugia e gli esiti complessivi dell’attività investigativa.

Difesa L’indagato è difeso dagli avvocati Francesca Viviani e Stefano Arrighi del foro di Arezzo. Comparirà davanti al gup il 29 settembre, quando si aprirà l’udienza preliminare. In quella sede la giudice dovrà decidere se accogliere la richiesta della Procura e disporre il processo oppure pronunciare una sentenza di non luogo a procedere. A meno che non decida riti alternativi.

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