Davide Faraone

di M. Troc. e Iv. Por.

Insulti omofobi o comportamenti violenti verso un ragazzino? Qualunque sia la verità sull’episodio accaduto in una scuola di Assisi, la vicenda continua a fare parlare e scrivere. Le cronache locali, come quelle nazionali. Fino al punto che oggi, martedì, dopo le dichiarazioni del ministro all’Istruzione Stefania Giannini, che ha bollato come «inaccettabile» il comportamento di «un insegnante», minacciando «provvedimenti», è giunto all’istituto il sottosegretario all’istruzione Davide Faraone, accompagnato dal segretario regionale del Pd Umbria Giacomo Leonelli. Segno che anche il Governo vuole vederci chiaro sulla vicenda.

VIDEO. PARLANO I PROTAGONISTI

Faraone: «Provvedimenti rapidissimi» «Provvedimenti verranno presi e rapidissimamente», ha detto Faraone al termine della visita «che – spiega – è stata utile per capire di più e per dare un segnale di attenzione da parte del governo su un episodio che è accaduto e che colpisce la sensibilità. Una vicenda che deve essere chiarita perchè induce elementi di preoccupazione». Faraone non vuole scendere nel merito del caso per il quale «aspettiamo che vengano ufficializzati in tempi rapidissimi i risultati delle indagini». Indagini, ovviamente, amministrative dei tecnici dell’Ufficio scolastico regionale e del Miur, non quelle penali che avranno i loro tempi. Sulla scuola, faraone sottolinea come «sia una realtà sana e anche per questo il fatto va capito nella sua entità e gravità. Vogliamo lasciare fuori – afferma – la comunità scolastica, quella assisana e umbra. Ma il caso va valutato in tutti i suoi aspetti”. Faraone conclude rimarcando che “nessuno deve interpretare lo spostamento del ragazzo a un’altra sezione come un provvedimento punitivo bensì come l’unico modo per separare il ragazzo dal docente».

Indagini chiuse «L’Ufficio scolastico regionale oggi ha chiuso le indagini ispettive e valuterà di conseguenza, il percorso da intraprendere a tutela della scuola, degli studenti e anche del personale che vi lavora». Lo riferisce la vicepresidente della Regione Umbria con delega all’Istruzione, Carla Casciari, anche lei alla scuola. La presenza di Faraone, per Casciari «testimonia la grande sensibilità, l’attenzione e la vicinanza del Governo in questa delicata vicenda. Si tratta – aggiunge Casciari – di un fatto isolato che, certamente, contrasta con lo spirito di rispetto e accoglienza che, da sempre, caratterizza la scuola umbra. Si tratta di un fatto che, se confermato, configurerebbe un episodio da condannare senza mezzi termini. La preside della scuola ha provveduto a tutelare il ragazzo spostandolo in un’altra classe in accordo con la famiglia».

Le versioni contrapposte Sul caso, anche la preside dell’istituto, intervistata da Umbria24, ha confermato che «sono in corso indagini» da parte della magistratura per ricostruire le dinamiche della vicenda. E se da una parte i familiari del giovane cercando di preservare il minore sottolineando che qualunque sia la natura del comportamento del professore è da stigmatizzare, visti gli evidenti «segni di violenza sul suo corpo», «confermati da un referto dell’ospedale», dall’altra il professore si difende sostenendo di essere «cvittima di una macchinazione».

Leonelli «Ho ritenuto opportuno testimoniare con la mia presenza, insieme a quella del segretario del Pd locale e del capogruppo di Assisi Federico Masciolini e Simone Pettirossi, la dovuta attenzione del Pd per una vicenda che, se confermata, avrebbe dei profili di una gravità straordinaria», è quanto scrive Leonelli in una nota dopo la visita. «E’ importante – sottolinea Leonelli – che il Ministero, nella persona di Davide Faraone, si sia mosso tempestivamente, così come le autorità scolastiche e la Procura, per approfondire una vicenda complicata, anche in considerazione dell’ambiente in cui si è sviluppata, una scuola, luogo per eccellenza di crescita e formazione delle giovani generazioni, dove è fondamentale insegnare una cultura del rispetto e della solidarietà».

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