Foto archivio Umbria24

Accusato di aver abusato sessualmente della cuginetta scappa nelle Filippine. E’ a rischio il processo a carico di un quarantenne imputato per violenza sessuale ai danni della parente minorenne che all’epoca in cui sarebbero iniziati gli abusi, era il 2016, aveva 13 anni. Secondo la Procura l’incubo della ragazzina, che con la famiglia viveva in Alto Tevere, si sarebbe protratto per tre anni, quando alla fine sono venute a galla le violenza. Tuttavia, il processo a carico del quarantenne di nazionalità filippina è a rischio, perché l’uomo è tornato a Manila e ancora non è stato possibile notificargli gli atti giudiziari. La notizia è riportata da alcuni quotidiani.

A rappresentare la parte offesa, ovvero la vittima delle violenze sessuali, è l’avvocato Sara Pasquino che in aula, il 21 gennaio, ha prodotto una serie di documenti che mostrano come il quarantenne nelle Filippine non si stia per nulla nascondendo. Anzi, attraverso i suoi post sui social, ha spiegato l’avvocato, è possibile anche localizzare la sua residenza. In questo senso, il giudice ha quindi disposto la traduzione degli atti del processo e quindi l’invio postale degli stessi al quarantenne, affinché possa quindi averne conoscenza, condizione necessaria per far partire il suo processo anche in contumacia, senza cioè che l’uomo rientri in Italia.

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