Un uomo di fronte a un portatile (foto di Kaitlyn Baker su Unsplash)

di Enzo Beretta 

Patteggia la pena a 8 mesi e 20 giorni di reclusione un dipendente dell’Agenzia delle Entrate, oggi 67enne, accusato, tra il 2019 e il 2021, di essersi introdotto abusivamente nel sistema informatico per 273 volte. Numerose le interrogazioni che si ritrovano nel capo di imputazione. Secondo quanto si legge negli atti giudiziari del pm Maria Chiara Vedovato l’uomo, «in servizio presso la Direzione Provinciale di Perugia Agenzia delle Entrate», «abusando dei doveri inerenti alla funzione o al servizio, anche in relazione alla sua attività di operatore del sistema», e «utilizzando le sue credenziali di accesso nel sistema informatico/telematico relativo alla banca dati dell’Anagrafe Tributaria, archivio di interesse pubblico e protetto da misure di sicurezza», «si introduceva abusivamente e prendeva abusivamente cognizione, per finalità estranee alle ragioni di servizio, delle banche dati relative» a 18 posizioni tra privati e società, facendo interrogazioni su dati anagrafici, dichiarazioni, accertamenti, ruoli unificati, banca dati Aci, redditi percepiti, registro, dichiarazione Iva e famiglia fiscale. L’imputato è stato difeso in questo procedimento dall’avvocato Giuseppe Caforio.

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