di Francesca Marruco
Riprenderà lunedì prossimo il processo d’appello ad Amanda Knox e Raffaele Sollecito per l’omicidio della studentessa inglese Meredith Kercher. La sentenza dovrebbe arrivare entro la fine del mese e ad ascoltare le parole del presidente Claudio Pratillo Hellmann ci saranno anche i genitori, la sorella e i fratelli di Meredith Kercher. La sorella di Mez, Stephanie, ha inviato una lettera all’avvocato Francesco Maresca che li rappresenta come parte civile nel processo. La pubblichiamo integralmente:
«Nelle scorse settimana siamo rimasti in attesa con ansia e con grande turbamento (preoccupazione) per le voci diffuse sui risultati delle prove originali del DNA. E’ estremamente difficile comprendere come le prove che erano state acquisite con cura e presentate nel processo di primo grado come valide possano rischiare adesso di diventare irrilevanti. Come si può considerare una piccola quantità di prova del DNA di poco conto quando la squadra indipendente di riesame non da’ risposte precise sulla quantità che dovrebbe essere presa in considerazione? Bisognerebbe inoltre ricordare che entrambe le parti, l’accusa e la difesa hanno coinvolto le loro rispettive squadre di periti scientifici nel processo di primo grado, in aggiunta ai periti di Roma.
Le difese sembrano focalizzare e basarsi pesantemente su queste due prove del DNA, ma vogliamo ricordare per un momento chi riguarda questo caso: mia sorella, una figlia portataci via brutalmente quasi quattro anni fa e ancora non passa giorno in cui noi possiamo trovare un po’ di pace o mettere fine a tutto ciò. Tutti coloro che leggono questo scritto o che seguono questo caso, per favore ricordate la nostra bella Meredith. Il suo sangue mescolato con altre tracce sparso per il bagno, lungo il corridoio ed per la camera di Filomena, ed anche tante altre impronte insanguinate. Ricordate anche tutte le altre prove che sono state presentate ad oggi in questo processo, 10,000 pagine di prove.
Abbiamo ancora fiducia nella polizia di Perugia e tutta la nostra fiducia in tutte quelle persone del tribunale e nelle investigazioni. Chiediamo che la Corte d’Appello valuti ogni singola prova, scientifica e circostanziale, assieme ad ogni testimone ascoltato e che lo faccia indipendentemente da ogni altra fonte di informazione e dai media.
In mezzo a tutta la frenesia dei media creatasi, Meredith e’ stata dimenticata, non è più qui con noi, ebbene tutto ciò dovrebbe essere per lei e per capire che cosa e’ realmente accaduto quella tragica notte. Noi non l’abbiamo dimenticata e continueremo la nostra lotta perché giustizia sia fatta con il continuo supporto del nostro avvocato Francesco Maresca e dei suoi collaboratori, la Polizia, il Pubblico Ministero, l’accusa e tutti coloro che vi partecipano in Italia ed anche tutti quelli che in tutto il mondo pensano ancora a noi ed a Mez.
Vorremo avere l’opportunità di lavorare con l’Università di Perugia su un progetto che offra un posto di studio annuale ad uno studente in memoria di Meredith. Meredith amava l’Italia ed il suo popolo e voleva immergersi nella cultura italiana. Noi siamo ben consapevoli dell’impatto che tutto questo ha avuto sulla città e pensiamo che sia un modo appropriato di commemorare Meredith nel bel luogo in cui ci ha lasciati per venire a studiare.
Per favore non lasciate che Meredith sia morta invano, il suo coraggio e forza continuano a lottare e noi cercheremo giustizia affinché lei possa riposare in pace. Lei non smise di lottare il 1 Novembre, e noi non smetteremo adesso».

