di Enzo Beretta
È stata condannata a cinque anni e due mesi di reclusione l’ex maresciallo maggiore della polizia provinciale, una 47enne di Città di Castello, accusata di peculato, rifiuto di atti d’ufficio, falso ideologico e sottrazione di atti. La sentenza è stata pronunciata dal tribunale collegiale di Perugia, composto dai giudici Giangamboni, Esposito e Sconocchia. Parte delle accuse che venivano contestate alla donna sono cadute (otto capi di imputazioni), altre ancora sono state dichiarate prescritte.
Accuse Secondo quanto ricostruito dalla Procura di Perugia, la donna – tuttora sospesa dal servizio – non avrebbe chiesto il pagamento di 51 verbali per contravvenzioni al Codice della strada, per un importo complessivo di 6.485 euro, e si sarebbe appropriata di 4.623 euro pagati in contanti dagli automobilisti multati, con somme variabili da 41 a 419 euro.
Processo Il procedimento, nel quale l’ex maresciallo era difesa dall’avvocato Nicola Di Mario, si è svolto dinanzi al tribunale collegiale di Perugia. Il pubblico ministero Mario Formisano aveva elencato nel capo d’imputazione 19 episodi di peculato, che si sarebbero verificati tra il 2011 e il 2017. Dopo la camera di consiglio, il tribunale ha emesso la condanna, ridimensionando però parte del quadro accusatorio iniziale.
