La “scrittura” e la “lettura” sempre più veicoli di inclusione grazie al “Premio Letterario Città di Castello” che oggi ha vissuto un momento unico e di straordinaria valenza culturale e sociale. Nella sede dell’associazione culturale «Tracciati virtuali» infatti è stato consegnato il primo premio della sezione speciale riservata alle recluse e ai reclusi dei penitenziari italiani, ‘Destinazione Altrove – La scrittura come esplorazione di mondi senza tempo’.
Questa sezione speciale, la prima in Italia, rappresenta già di per sé un unicum nel panorama dei premi letterari italiani, ma la grande emozione la si è vissuta oggi per aver potuto consegnare il premio al vincitore dell’edizione 2024, la XVIIIesima, all’allora recluso nella casa circondariale di Rebibbia a Roma, Nicholas Lupo, autore del racconto, “Le cose come sono”, al quale è stata concessa l’opportunità di ricevere il riconoscimento nella sede dell’associazione che promuove il “premio letterario” con il sostegno della Società Dante Alighieri, e patrocinio del comune, della Regione e Provincia di Perugia.
‘La scrittura come esplorazione di mondi senza tempo’, promossa dal Dap – dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, dalla società Dante Alighieri e dall’associazione culturale Tracciati virtuali ha iscritto opere (poesie e racconti brevi) provenienti da 22 istituti penitenziari del paese con il nobile intento di contribuire alla crescita culturale delle persone recluse e al loro più completo recupero. Il progetto rientra fra le iniziative di collaborazione per favorire la crescita umana e culturale dei soggetti reclusi, come previsto dal protocollo d’intesa siglato il 28 marzo 2024. Il primo classificato dunque è risultato, Nicholas Lupo, con il racconto, “Le cose come sono”.
Un testo autobiografico che sintetizza la vita di Nicholas dall’infanzia difficile fino alla condizione attuale di detenuto. L’autore scrive alla fine un grande messaggio di speranza: «Credo che ognuno di noi è fatto di luce e di buio in parti uguali. e quando sei immerso nelle tenebre puoi vedere una piccola luce dentro di te. E’ una piccola fiammella che vale la pena seguire perché un giorno potrebbe trasformarsi in un faro». «Questa sezione speciale del nostro concorso – ha dichiarato il promotore Antonio Vella – è stata istituita dopo la firma del protocollo d’intesa. Il progetto è finalizzato a contribuire alla crescita culturale dei reclusi e al loro più completo recupero. Se il periodo di detenzione nelle carceri, secondo l’ordinamento legislativo italiano, deve essere soprattutto propedeutico al reinserimento dei detenuti nella società, il progetto da noi ideato va proprio in questa direzione».
Alla consegna del Premio sono intervenuti anche il senatore, Walter Verini, membro della Commissione Giustizia del Senato e l’assessore alle Politiche Sociali, Benedetta Calagreti. Per Verini, «iniziative come questa sono un contributo importante e concreto utile a sensibilizzare sulla situazione delle carceri italiane. Che è drammaticamente grave. Sono un segnale concreto per ribadire che è possibile, è giusto è doveroso fare in modo che le giuste pene per chi ha sbagliato non significhino vendetta, ma recupero, reinserimento sociale che auguriamo di cuore a Nicholas che oggi è con noi e a tutta la società», ha concluso il senatore.





