Negli ultimi quindici anni la polizia locale italiana ha perso oltre undicimila operatori. È il dato portato dall’Associazione nazionale comuni italiani in audizione al Senato durante l’esame del decreto sicurezza promosso dal governo guidato da Giorgia Meloni e dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. L’allarme, illustrato dal sindaco di Bari Vito Leccese in rappresentanza dei comuni italiani, riguarda soprattutto la capacità dei municipi di garantire servizi di sicurezza urbana con organici sempre più ridotti. L’Anci ha chiesto risorse strutturali per almeno 500 milioni di euro l’anno destinate alle assunzioni nelle polizie municipali, oltre alla possibilità di accedere alle banche dati del ministero dell’Interno e di disporre di strumenti operativi adeguati.

Il quadro nazionale trova una corrispondenza piuttosto evidente anche in Umbria, dove diversi comandi di polizia locale segnalano da tempo carenze di personale e un’età media degli operatori sempre più elevata. I dati diffusi durante una conferenza stampa organizzata dalla Fp Cgil e riportati da Umbria24 permettono di fotografare la situazione nei principali comuni della regione.

Se si mettono in relazione gli organici con la popolazione residente emerge una graduatoria piuttosto chiara. La città con il rapporto più favorevole tra agenti e abitanti tra i grandi comuni umbri è Terni. Nel capoluogo ternano gli agenti sono 103 per una popolazione di circa 107 mila residenti, pari a un operatore ogni 1.040 abitanti. Tuttavia il dato reale è meno favorevole perché soltanto 64 unità risultano stabilmente operative su strada: se si considera questo numero, il rapporto scende a circa un agente ogni 1.670 residenti. Subito dopo si colloca Spoleto, con 32 agenti per circa 36 mila abitanti, pari a un operatore ogni 1.125 residenti. In posizione molto simile si trova Perugia, dove risultano in servizio 126 agenti per una popolazione di circa 162 mila persone. Il rapporto è quindi di circa un agente ogni 1.285 abitanti. Situazione leggermente più critica a Foligno, dove gli agenti sono 43 per circa 56 mila residenti, cioè uno ogni 1.300 abitanti. Il quadro più fragile tra i principali centri umbri emerge invece a Città di Castello, con 27 operatori per una popolazione di circa 40 mila persone: poco meno di un agente ogni 1.500 abitanti.

Se lo sguardo si allarga ad altri comuni umbri di dimensioni medio-piccole, la fotografia non cambia molto. Anche in queste realtà il rapporto tra agenti e popolazione si colloca spesso nella fascia tra un operatore ogni 1.200 e uno ogni 1.500 abitanti. Ad Assisi, città con circa 27 mila residenti ma caratterizzata da una fortissima pressione turistica durante tutto l’anno, gli agenti della polizia locale sono circa 25. Il rapporto è quindi di circa un operatore ogni 1.100 abitanti, uno dei valori relativamente più favorevoli della regione. A Gubbio, con poco più di 30 mila abitanti, gli operatori del comando di polizia locale sono stimati tra 20 e 22 unità. In questo caso il rapporto sale a circa un agente ogni 1.400-1.500 residenti, una dotazione simile a quella dei comuni umbri con organici più ridotti. A Orvieto, che conta circa 19 mila abitanti, il personale della polizia locale si colloca intorno alle 15-16 unità. Il rapporto è quindi di circa un agente ogni 1.200-1.300 abitanti, valore intermedio nel panorama regionale. Situazione analoga a Narni, con circa 17.700 residenti e un comando di polizia locale stimato in 12-13 operatori. Il rapporto si colloca quindi intorno a un agente ogni 1.350-1.450 abitanti. A Todi, comune di circa 15.500 abitanti, gli operatori della polizia locale sono intorno alle 10-11 unità. Il rapporto è quindi compreso tra un agente ogni 1.400 e uno ogni 1.500 abitanti. Infine Città della Pieve, che conta poco più di 7.500 residenti e dispone di circa 6-7 operatori di polizia locale. In questo caso il rapporto scende a circa un agente ogni 1.100-1.250 abitanti, un valore che risulta leggermente migliore rispetto ad altri centri umbri di dimensioni analoghe.

Se si mettono insieme tutti questi dati emerge una graduatoria regionale piuttosto significativa. La maggior parte dei comuni umbri si colloca tra un agente ogni 1.200 e uno ogni 1.500 abitanti, una fascia che evidenzia organici ridotti rispetto alle funzioni che oggi vengono richieste alle polizie locali.

Se si confrontano questi numeri con le dotazioni previste dalla normativa regionale il divario diventa ancora più evidente. A Perugia gli agenti previsti sarebbero 233, quasi il doppio di quelli effettivamente in servizio; a Terni 164 contro i 103 attuali; a Foligno 80 contro 43; a Spoleto 54 contro 32; a Città di Castello 57 contro 27.

Alla riduzione degli organici si aggiunge un progressivo invecchiamento del personale. A Perugia l’età media degli operatori ha raggiunto i 51 anni, mentre a Terni arriva a 53. Un dato che rende sempre più difficile coprire turni serali e notturni e garantire servizi operativi complessi. Gli stessi agenti segnalano inoltre un ampliamento costante delle funzioni: oltre alla gestione del traffico e agli incidenti stradali intervengono sempre più spesso in situazioni di ordine pubblico, risse, scippi o trattamenti sanitari obbligatori.

Il problema non riguarda soltanto il personale ma anche i mezzi e le dotazioni. Gli operatori hanno raccontato episodi emblematici, come quello di un’auto di servizio rimasta in panne lungo la superstrada E45 mentre scortava un’ambulanza impegnata in un trasferimento sanitario urgente.

Il confronto con altre città italiane aiuta a comprendere meglio la portata del fenomeno. In alcune grandi realtà urbane del Nord il rapporto tra polizia locale e popolazione è decisamente più favorevole. A Milano il corpo conta circa 3.200 operatori e in alcune rilevazioni il rapporto è arrivato a circa un agente ogni 450 abitanti, uno dei più elevati del Paese.

Anche nelle grandi città del Sud i rapporti risultano spesso migliori rispetto a quelli umbri. A Napoli il rapporto stimato è di circa un agente ogni 600 abitanti, mentre a Palermo si colloca intorno a uno ogni 760.

Tra le città di dimensioni comparabili ai capoluoghi umbri il confronto diventa più equilibrato. In diversi centri italiani tra gli 80 mila e i 150 mila abitanti il rapporto tra polizia locale e popolazione oscilla tra un agente ogni 900 e uno ogni 1.200 residenti. In questo scenario Perugia, con un agente ogni circa 1.285 abitanti, si colloca leggermente sotto la media nazionale. Terni, con un rapporto teorico di circa uno ogni 1.040 abitanti, si avvicina agli standard medi ma presenta una presenza effettiva sul territorio più limitata se si considerano gli operatori realmente impegnati nei servizi di pattuglia.

È proprio questo squilibrio tra compiti e organici a spingere l’Anci a chiedere nuove risorse strutturali. Secondo l’associazione dei comuni, senza un piano nazionale di assunzioni e senza strumenti operativi più efficaci – dall’accesso alle banche dati alla possibilità di coordinamento con le altre forze di sicurezza – le polizie locali rischiano di non essere più in grado di garantire un presidio adeguato delle città. Tra le proposte avanzate c’è anche l’istituzione di una pattuglia notturna ogni 25 mila abitanti, oltre all’accesso al Ced interforze del ministero dell’Interno, la banca dati che consente alle forze di polizia di verificare precedenti, provvedimenti e segnalazioni a carico delle persone controllate. Oggi, in molti casi, gli agenti della polizia locale non possono accedere direttamente a queste informazioni, con evidenti limiti operativi nei controlli sul territorio.

Un’altra richiesta riguarda l’accesso gratuito alle banche dati del ministero delle Infrastrutture, necessarie per verificare patenti e informazioni relative ai veicoli. Attualmente molti comuni devono sostenere direttamente i costi di accesso a questi sistemi informativi, nonostante le funzioni di controllo siano attribuite loro dallo Stato.

Una prospettiva che, guardando ai numeri umbri, appare tutt’altro che teorica. In diversi dei principali comuni della regione il numero di agenti disponibili è ormai tra la metà e i due terzi di quello previsto dalle norme regionali, mentre l’età media continua a crescere e i compiti operativi si moltiplicano. Un quadro che, se non invertito nei prossimi anni, rischia di rendere sempre più fragile uno dei presidi di sicurezza più vicini ai cittadini.

Tabella riepilogativa del rapporto tra polizia locale e popolazione nei principali comuni umbri

Comune | Agenti stimati | Popolazione | Rapporto abitanti/agente
Perugia | 126 | circa 162.000 | 1 ogni 1.285
Terni | 103 (64 operativi su strada) | circa 107.000 | 1 ogni 1.040 (1 ogni 1.670 su strada)
Foligno | 43 | circa 56.000 | 1 ogni 1.300
Spoleto | 32 | circa 36.000 | 1 ogni 1.125
Città di Castello | 27 | circa 40.000 | 1 ogni 1.480
Assisi | circa 25 | circa 27.000 | 1 ogni 1.100
Gubbio | circa 20-22 | circa 30.000 | 1 ogni 1.400-1.500
Orvieto | circa 15-16 | circa 19.000 | 1 ogni 1.200-1.300
Narni | circa 12-13 | circa 17.700 | 1 ogni 1.350-1.450
Todi | circa 10-11 | circa 15.500 | 1 ogni 1.400-1.500
Città della Pieve | circa 6-7 | circa 7.600 | 1 ogni 1.100-1.250

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