di Gabriele Beccari
Vent’anni di cioccolato, diritti e impegno. Dal 24 al 26 ottobre, a Città di Castello torna per la sua ventesima edizione, Altrocioccolato, il festival del commercio equo e solidale che torna con un messaggio forte: Make chocolate not war, «Fate la cioccolata non la guerra». Tra stand, musica e laboratori, la manifestazione rilancia la sua sfida alle logiche del profitto e celebra una nuova stagione di politiche regionali a sostegno dell’economia solidale.
Economia e giustizia Con lo slogan scelto Altrocioccolato ha deciso quindi di mettere al centro il rifiuto della guerra come prima e più profonda delle ingiustizie da combattere. Inoltre, come ogni anno, la sfida è rivolta alle multinazionali del cioccolato, con cui Altrocioccolato si confronta in modo diretto, ma alternativo, rivendicando un modello di economia fondato su etica, diritti e sostenibilità. «Il criterio del massimo profitto non può essere l’unico obiettivo del mondo cosiddetto sviluppato – dicono gli organizzatori – bisogna coniugare economia e giustizia, perché nessuno si salva da solo».
La manifestazione Attese anche per l’edizione 2025 decine di migliaia di persone, richiamate da una tre giorni che unisce l’approfondimento su temi globali a un’atmosfera di festa diffusa tra le vie e le piazze di Città di Castello. Il centro storico tifernate si trasformerà in un grande spazio condiviso, con stand del commercio equo, concerti, spettacoli di strada, laboratori per bambini, eventi culturali e incontri con le scuole, tutti accompagnati dal tema centrale del cioccolato. «Il nostro ringraziamento – dicono gli organizzatori – va al Comune di Città di Castello, che già dall’anno scorso è riuscito a superare le condizioni che hanno reso impossibile la realizzazione della manifestazione nel 2023. Un lavoro importante per restituire ai cittadini una delle manifestazioni più partecipate della città e dell’Alto Tevere in generale». Programma e novità saranno presentate giovedì 16 ottobre, a Perugia, nel corso di una conferenza stampa.
Fondi regionali A rafforzare il significato politico e sociale dell’edizione 2025 arriva anche una novità importante: il ripristino del Fondo regionale per i progetti di commercio equo e solidale. L’annuncio era stato dato a luglio dall’assessore regionale alla Pace e Cooperazione, Fabio Barcaioli, che ha sottolineato come l’Umbria voglia sostenere concretamente modelli economici alternativi e giusti. «Il futuro della nostra comunità – ha detto l’assessore – deve fondarsi su filiere corrette, lavoro dignitoso e rapporti trasparenti. Sostenere le realtà umbre che costruiscono legami con i Paesi del Sud del mondo significa dare voce a un territorio che non si chiude, ma che si mette in relazione, che educa le nuove generazioni e che partecipa a reti internazionali sociali ed economiche».
