Currently set to Index
Currently set to Follow
mercoledì 8 dicembre - Aggiornato alle 15:52

Terni film festival, giornata di premiazioni: al Politeama interventi di Ninni Bruschetta e Daniele Ciprì

Sabato sera i verdetti delle cinque giurie: nel pomeriggio proiettato ‘L’abbraccio’ e in seconda serata ‘Cosa sarà’

È tempo di premiazioni all’edizione numero 17 del Terni film festival. Sabato sera alle ore 12 al Politeama si conosceranno i verdetti delle cinque giurie. Penultimo appuntamento con la kermesse, nel pomeriggio dopo la visione del documentario ‘L’abbraccio’ in sala interverrà Daniele Ciprì. In seconda serata verrà proiettato ‘Cosa sarà’, il film, diretto da Francesco Bruni e interpretato da Kim Rossi Stuart. Seguirà l’intervento di Ninni Bruschetta.

Premiazioni A valutare tutte le opere in concorso saranno cinque giurie: la giuria internazionale, composta dal regista palestinese Mohammed Almughanni (vincitore del Terni film festival 2020 con il documentario Son of the streets), Viviana Carlett (direttrice del Lago film festival) e Carolina D’Alatri (premiata nel 2020 per il corto There is always hope), la giuria Signis, composta dalla francese Chantal Laroche, il polacco Marek Lis e il rumeno Florin Silaghi, la giuria composta dagli studenti della facoltà di Scienze della comunicazione sociale dell’università Pontificia Salesiana, la giuria Vr e Cortoscuolafest, composta dal campione in carica Alessandro Parrello, Mario Prignano (caporedattore centrale del Tg1) e il visual artist Daniele Procacci e la giuria musicale, composta da Emanuele Cordeschi, Fabrizio Longaroni e Antonia Perleonardi. I verdetti si conosceranno al Politeama sabato 13 alle ore 21.

Ninni Bruschetta A seguire verrà proiettato ‘Cosa sarà’, il film, diretto da Francesco Bruni e interpretato da Kim Rossi Stuart, che dà il nome a questa edizione del festival. Alla proiezione interverranno una delegazione del comitato Daniele Chianelli, il regista Francesco Bruni e l’attore Ninni Bruschetta. Il film – ispirato alla vita dello stesso regista – è quanto di più rappresentativo del momento di incertezza che stiamo vivendo, della paura e delle speranze nel tempo di pandemia: il titolo di lavorazione era Andrà tutto bene e la data di uscita era prevista per il 19 marzo 2020. A causa del lockdown l’uscita è stata bloccata e il titolo è stato cambiato in ‘Cosa sarà?’ proprio per non cavalcare lo slogan diffuso durante il lockdown. Il Covid19, però, ha continuato a condizionare le vicissitudini del film: la nuova data di uscita è stata il 24 ottobre, proprio il giorno prima della nuova chiusura. La serata al festival, quindi, sarà anche una delle poche occasioni per vederlo sul grande schermo. Oltre a presentare il film, in cui interpreta un piccolo ruolo, Ninni Bruschetta – impegnato in questi giorni sul set di Boris 4 – ritirerà anche il premio come migliore attore vinto a maggio per il film ‘Un eretico in corsia’. Ninni Bruschetta, Nastro d’argento come miglior attore nel 2004 e nel 2005, è uno dei più celebri caratteristi italiani: tra le sue interpretazioni più note sul grande schermo  ‘Quo vado?’, ‘La mafia uccide solo d’estate’ e ‘To Rome with love’ mentre in televisione ha interpretato – tra l’altro – Paolo Borsellino. ‘Adesso tocca a me’, ‘Un posto al sole’, ‘Distretto di polizia’, ‘Boris’ e ‘Squadra antimafia – Palermo oggi’.

L’abbraccio in concorso al Festival Una delle opere più attese di questa edizione del festival è senza dubbio ‘L’abbraccio – storia di Antonino e Stefano Saetta’, un documentario in concorso, diretto da Davide Lorenzano, che ripercorre la drammatica fine di Antonino Saetta, presidente della premia sezione della Corte d’Assise d’Appello di Palermo, e di suo figlio Stefano. Il 25 settembre 1988, lungo la statale 640, che da Agrigento conduce a Caltanissetta, l’auto nella quale viaggiavano venne attaccata da un commando di sicari. Il bersaglio era solamente Antonino, che non voleva trattare con Cosa Nostra, ma – come detto – anche il figlio, di soli trentacinque anni, diventò una vittima della spregiudicatezza mafiosa. Ne parlerà in sala Daniele Ciprì, che del documentario è direttore della fotografia. Ciprì, che nel 2009 ha vinto il premio della fotografia al Chicago international film per il film Vincere (diretto da Marco Bellocchio), è in concorso al Festival anche con Eyes, il corto scritto, diretto e interpretato da Maria Laura Moraci.

The dubbing game Una delle tante novità di questo festival è ‘The dubbing game’, un gioco in cui tre grandi doppiatori sveleranno i trucchi del loro mestiere e non solo. ‘Giocheranno’: Marzia Ubaldi, voce italiana di Judi Dench, Maggie Smith e Anne Bancroft, Giorgio Borghetti, colui che ha doppiato in italiano Benji del celebre cartone animato Holly e Benji, e Gregory Snegoff, doppiatore californiano, voce americana di Carlo Verdone ne La grande bellezza di Paolo Sorrentino.

 Mohammed Almughanni Mohammed Almughanni ha potuto finalmente ricevere di persona, nella giornata di giovedì 11 novembre, l’Angelo di Dominioni per il miglior documentario, premio che gli era stato assegnato nell’edizione 2020 per Son of the streets, ambientato in Libano. Almughanni, presidente della giuria, è un giovane regista nato a Gaza. Ha conseguito laurea e master alla Lodz Film School, istituto polacco nel quale si è diplomato anche Krzysztof Zanussi. «Vivo in Polonia da nove anni, ma spesso torno in Medio Oriente. La mia famiglia è in parte a Gaza e in parte nella cosiddetta ‘West bank’». Il giovane regista ha raccontato di non vedere sua sorella, che vive a Gaza, da ormai più di sei anni: «È molto difficile entrare a Gaza (nonostante sia ad appena un’ora di macchina dalla Cisgiordania), ma ancora di più lo è uscirne. E mi dispiace tantissimo, perché Gaza in fondo è la mia casa, è dove mi è venuta la passione per il cinema. Abitavo a 500 metri dalla frontiera con Israele e quotidianamente vedevo dei film con i miei occhi. Nei miei lavori mi focalizzo soprattutto sulla situazione palestinese, cercando di descrivere la società senza parlare di politica, anche se non è semplice».

Viaggio in paradiso Lo spettacolo teatrale ‘Viaggio in paradiso’, in cui David Riondino (accompagnato musicalmente dall’organettista Alessandro D’Alessandro, tornato a Terni 16 anni dopo la vittoria al festival Inedito per Maria con la Piccola Orchestra La Viola), ha interpretato alcuni passi dell’omonimo romanzo di Mark Twain, ha inaugurato ufficialmente la nuova stagione di Istess teatro, gruppo di progetto che da quest’anno vede alla guida proprio il famoso cantattore toscano.

I commenti sono chiusi.