di Gordon Brasco
Pirandello una volta disse «meglio avere dubbi che false certezze», chissà perciò che cosa avrebbe pensato il grande scrittore siciliano vincitore del Premio Nobel per la letteratura (nel 1934) dopo aver visto il film della Guzzanti. Se state cercando un prontuario di risposte questo è il film giusto per voi: Sabina Guzzanti non si fa domande alla Morgan Spurlock (trai i vari «Supersize me» del 2004, «Come ti vendo un film» del 2011), non ha i dubbi di Michal Moore («Roger and Me» del 1989 o «Bowling a Colombine» del 2002), Sabina Guzzanti ha delle certezze granitiche e vuole renderle pubbliche attraverso una rappresentazione stile «fiction» che ha troppe pecche per poter passare indenne il fuoco incrociato dei critici (cinematografici e non). Perché se è vero che la regista sin da subito si rivolge allo spettatore ricordando che quello che si vedrà è una rappresentazione di fatti documentati il dubbio di noi poveri mortali, che tutte quelle carte non le abbiamo lette, rimane su cosa sia davvero notizia e cosa invece spettacolo. Perché gli attori scelti dalla Guzzanti recitano un copione, ghignano, si atteggiano e si muovono in base a un copione deciso dalla regista e non certo a un verbale di un’intercettazione telefonica. In pratica il limite di usare la fiction per parlare di certi temi è quello di uscire dall’ambito giornalistico-documentario per entrare in uno spazio che è tutto e niente o almeno niente che possa essere certo. Il giudice Caselli ha davvero fatto quelle facce mentre svolgeva il suo lavoro? I toni di certe conversazioni a porte chiuse sono stati davvero quelli riportati dalla Guzzanti?
Dubbi legittimi Dubbi legittimi che assalgono lo spettatore ogni volta che il film lo porta per mano a sbirciare dal buco della serratura in situazioni oggettivamente inquietanti (per non dire peggio) ma che la rappresentazione teatrale non aiuta ad assimilare semmai a radicalizzare nelle proprie posizioni, nel senso che questo lavoro sembra più un bignami per chi già si è fatto un’idea di quello che è avvenuto negli anni delle stragi di mafia piuttosto che il contrario. Anche Sorrentino nel suo «Il Divo» (2008) calcò la mano su atteggiamenti e modi di fare dei personaggi raccontati (sempre Caselli si risentì moltissimo per la sua rappresentazione vanesia fatta dal regista) ma il regista napoletano non ha mai avuto la pretesa di realizzare un docu-film sebbene per ammissione di uno dei protagonisti (Cirino Pomicino) tutte le conversazioni riportate nel film ci furono davvero. Insomma vale la pena spendere dei soldi per questo film? Secondo noi sì perché al di là della discutibile rappresentazione scenica dei fatti e della loro interpretazione personale da parte di attori e autori è sempre meglio parlare di certi argomenti che far finta che non esistano. Che ci sia stata una trattativa tra pezzi delle Stato e la Mafia oramai è cosa assodata; che ci sia stata nei modi e nei tempi descritti dalla Guzzanti questo è ancora da dimostrare e, a meno che dagli archivi della polizia non escano filmati inediti dei fatti riportati in questo «La trattativa», il dubbio sull’effettivo valore di questo lavoro rimarrà per molto tempo ancora.
Un film di Sabina Guzzanti. Con Enzo Lombardo, Sabina Guzzanti, Sabino Civilleri, Filippo Luna, Franz Cantalupo. Docu-fiction, durata 108 min. Italia 2014. Bim.
Trama: Di cosa si parla quando si parla di trattativa? Delle concessioni dello stato alla mafia in cambio della cessazione delle stragi? Di chi ha assassinato Falcone e Borsellino? Dell’eterna convivenza fra mafia e politica? Fra mafia e chiesa? Fra mafia e forze dell’ordine? O c’è anche dell’altro? Un gruppo di attori mette in scena gli episodi più rilevanti della vicenda nota come trattativa stato mafia, impersonando mafiosi, agenti dei servizi segreti, alti ufficiali, magistrati, vittime e assassini, massoni, persone oneste e coraggiose e persone coraggiose fino a un certo punto. La presunta trattativa tra Stato e Mafia sarebbe stata una negoziazione avvenuta all’indomani del periodo oggi comunemente definito “stagione delle bombe” del ’92 e ’93.
Perugia
Zenith: 20.30 / 22.30
Uci Cinemas Perugia: 17.10 / 19.40 / 22.10
