di Gordon Brasco

Premettiamo che a noi Marina Spada piace e crediamo fermamente che sia, tra le registe emergenti della scuola italiana, quella che farà più strada. Ecco perché siamo andati entusiasticamente a vedere questo Il mio domani e un po’ ne siamo rimasti delusi. Quel «po’» a cui ci riferiamo sta tutto nella profondità dei personaggi e nella loro rappresentazione drammatica: i dialoghi passano da essere troppo aulici a troppo sciatti senza alcuna ragione, il pathos recitativo funziona a corrente alternata e così impedisce allo spettatore di immedesimarsi nella storia, la Gerini ci mette del suo ma non sembra davvero in piena forma. Film da buttare allora? Assolutamente no.

Milano protagonista Da salvare, anzi, da guardare e riguardare l’ambientazione urbana pennellata dalla regista, che usa tutta la sua bravura per offrirci una scenografia cittadina assolutamente geniale. Milano non solo torna protagonista in un film della Spada (come al solito), ma diventa un vero e proprio personaggio. La città infatti, attraverso la sua silenziosa espressione architettonica costringe la protagonista a confrontarsi continuamente con la sua solitudine interiore, insegnandole a muoversi ma soprattutto a guardare la vita da tutt’altra prospettiva. Meno interessante il girato nella campagna padana, forse quel tipo di panorama non deve aver ispirato molto la regista. Insomma vale la pena spendere dei soldi per questo Il mio domani? Secondo noi SI perché è vero che la storia non convince appieno, ma l’esercizio stilistico della regia nell’atmosfera cittadina è perfetto e controbilancia qualsiasi incertezza recitativa.

Un film di Marina Spada. Con Claudia Gerini, Raffaele Pisu, Claudia Coli, Paolo Pierobon, Lino Guanciale. Drammatico, durata 88 min. Italia 2011. Iris Film Distribution

Trama: Perché ogni volta che Monica torna a casa del padre riaffiorano sempre più frequentemente il dolore e il risentimento legati a vicende della sua infanzia? Perché, da qualche tempo, avverte da parte di Vittorio Corradi, il presidente della società di formazione aziendale per cui lavora e con cui ha una relazione, un distacco crescente? Perché Simona, la sorellastra, sembra rimproverarle il suo successo professionale e il suo tenore di vita, e perché lei non riesce a fare a meno di sentirsi in colpa nei suoi confronti? È solo un desiderio di riparazione che la spinge inoltre ad aiutare il nipote…

Perugia

Cinema Comunale Sant’Angelo: 18.30 21.15

Terni

Cityplex Politeama Lucioli: 10.00 16.15 18.00 20.35 22.35