di Gordon Brasco

Dopo la presentazione a Cannes dello scorso maggio la critica si era divisa in due. Da una parte chi sosteneva di trovarsi di fronte a un vero capolavoro, dall’altra chi lo liquidava con un veloce ma significativo «che palle». La verità sta nel mezzo (anche se non vi nascondiamo che noi propendiamo più per la seconda ipotesi) come accade quasi sempre quando i giudizi sono così netti e «partigiani», il film dal punto di vista tecnico è davvero un capolavoro: la storia è sviluppata in modo eccellente, con dosaggi di buonismo e tragedia talmente ben distribuiti che neppure il metodo Cencelli (il politico Dc che «inventò» la perfetta spartizione delle poltrone del potere) avrebbe fatto meglio, c’è la rappresentazione di due handicap (uno fisico e l’altro emozionale) e poi c’è Marion Cotillard (Contagion di Steven Soderbergh del 2011 e Il cavaliere oscuro – Il ritorno regia di Christopher Nolan del 2012) che con quegli occhioni da cerbiatta ferita riuscirebbe a commuovere perfino il Tirannosaurus Rex di Spielberg.

Diversi approcci E allora che c’è che non va? C’è che a fine programmazione qualcuno è rimasto con in bocca uno sgradevole sapore di «presa per i fondelli»…per capirci anche Quasi Amici (di Olivier Nakache del 2012) tratta più o meno delle stesse tematiche ma lo fa con una leggerezza inaspettata, con un’intelligenza nei modi e nelle scene più forti da risultare più delicato del film di Audiard, certo stiamo comparando una commedia a un dramma ma forse sta proprio qui la distanza tra i due film, ovvero che l’umanità forse si divide in chi affronta il dramma cercando anche di tirarci fuori un sorriso e chi invece si butta a peso morto sulla scatola dei kleenex per piangere come una fontana. La tragedia in soldoni è la stessa ma chi si sente più propenso all’approccio Quasi amici mal sopporterà questo Un sapore di ruggine e ossa e viceversa. Accanto alla Cotillard e al suo fiume di lacrime troviamo un Matthias Schoenaerts (Black Book, regia di Paul Verhoeven del 2006) davvero bravo, capace di regalarci un’interpretazione drammatica convincente e intensa.

Perfetta nel girato Ottima prova anche per gli effetti speciali, che riescono a mascherare le gambe della bella ex-istruttrice di cetacei con una fluidità davvero impressionante. Insomma vale la pena spendere dei soldi per questo Un sapore di ruggine e ossa? Secondo noi SI: è vero che è un film ad alto tasso di paraculaggine, studiato cioè per far commuovere gli spettatori in sala come fontane, però tecnicamente è una storia ben raccontata, perfetta nel girato, con un cast perfettamente in sintonia capace di un alto grado di drammaticità. Ma per inciso noi continuiamo a preferire Quasi amici e voi?

Un film di Jacques Audiard. Con Marion Cotillard, Matthias Schoenaerts, Armand Verdure, Céline Sallette, Corinne Masiero. Drammatico, durata 120 min. Belgio, Francia 2012. Bim.

Trama: Ali, ex pugile in difficoltà economiche, con un figlio di 5 anni, si trasferisce da sua sorella e trova lavoro come buttafuori in una discoteca. Qui, l’uomo conosce Stephanie, istruttrice di orche; Ali protegge la donna da un gruppo di molestatori, la riaccompagna a casa e le lascia il suo numero di cellulare. Quando i due si rivedono, però Stephanie ha perso le gambe a causa di un drammatico incidente sul lavoro.

Perugia
Uci Cinemas Perugia: 17.20 19.50 22.20

Foligno
Multisala Clarici: 16.00 18.00 20.15 22.30