di Gordon Brasco

Campanini ha descritto questo suo film come «un noir italiano che lentamente si trasforma in un thriller-horror», noi saremmo più portati a descrivere questo film come a suo tempo il pavido ragionier Fantozzi fece con La corazzata Potëmkin (1926) del maestro Ėjzenštejn. L’Horror è, contrariamente a quanto si crede, un genere piuttosto complesso basato su un’alchimia d’ingredienti che pochi registi possono vantare di conoscere. Non staremo certo qui a fare lunghi elenchi di ciò che deve o non deve esserci in un buon film dell’orrore ma una cosa la vogliamo sottolineare: l’originalità è un buon punto di partenza.

Troppe cose non funzionano Ancora meglio sarebbe se accanto a un’idea interessante si lavorasse per cercare di proporre una storia quanto più verosimile possibile, qualcosa che potesse catturare l’interesse dello spettatore perché familiare, riconoscibile. Non c’è nulla come la quotidianità stravolta da un fenomeno inspiegabile per atterrire il malcapitato spettatore. Il film di Campanini cerca di proporre qualche idea interessante (scopiazzata da pellicole cult del genere) senza però mai essere convincente, arrivando a terrorizzare lo spettatore più per i dialoghi presentati che per la storia in sé. Molte cose non funzionano in questo film a partire dall’inspiegabile scelta temporale degli anni ’40 buoni per un film in costume ma poco interessanti per un horror, peggio ancora la traversata bucolica dei tre attori maschili che occupa la prima parte della pellicola: una carrellata di psicodrammi e luoghi comuni che annienterebbero l’interesse di chiunque figuriamoci di chi va al cinema per sobbalzare dalla paura.

Solo trash A fare tabula rasa di tutti i buoni propositi del regista ci pensano infine le inquiline della casa che i tre sceglieranno per rifugiarsi…performance recitative da «Sagra della Pecora» con tante scuse alla pecora. Insomma se vi state chiedendo se valga o meno la pena spendere dei soldi per questo La casa nel vento dei Morti la risposta è assolutamente NO: è un film sbagliato, sconfortante per la leggerezza su cui tutta la vicenda poggia e privo di originalità. Poteva essere un buon Trash Horror e invece è solo un Trash.

Un film di Francesco Campanini. Con Luca Magri, Francesco Barilli, Nina Torresi, Sara Alzetta, Marco Iannitello Horror, Italia 2011.

Trama: Le vicende di quattro disperati che, verso la fine degli anni ’40, dopo aver compiuto una rapina in un ufficio postale, fuggono con il malloppo verso le montagne in cerca di rifugio. Durante la fuga sono costretti ad attraversare a piedi pianure, fiumi, boschi e località impervie. Pur nelle difficoltà, il loro piano di fuga procede come previsto, ma quando tutto sembra andare per il meglio la loro avventura si trasforma in un incubo da cui non riescono ad uscire.

Perugia
Gherlinda: 18:30 20:25 22:20

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