di Gordon Brasco

Chi non ci ha mai fatto un pensierino? Chi non ha pensato di fare un giro tra le macerie del più grande pericolo nucleare che l’Europa abbia mai affrontato? Dopotutto se la televisione spinge centinaia di curiosi a pellegrinaggi di sangue come Avetrana, Cogne o l’isola del Giglio perché non organizzare un tour a Chernobyl? Su queste basi si fonda il film di Brad Parker, che firma un «horror» atipico, non originalissimo ma a tratti davvero interessante: i protagonisti, in cerca di emozioni forti, decidono di intraprendere un viaggio esplorativo nella città di Prypiat, un tempo popolata dai lavoratori impiegati nel reattore nucleare di Chernobyl e da 26 anni abbandonata, inutile dire che non sarà proprio del tutto «abbandonata».

Andamento altalenante L’idea iniziale è ottima anche se poco sviluppata, il regista predilige un approccio particolarmente fluido, superficiale, mantenendo la storia su un alto tasso d’improvvisazione sia nei dialoghi che nella recitazione degli attori. Per sua stessa ammissione gran parte del girato è stato infatti realizzato senza uno script rigido proprio per catturare nel cast espressioni e reazioni quanto più naturali possibili. Se da un lato questa scelta garantisce al film una caratterizzazione originale dall’altra mostra il fianco a critiche sul livello recitativo del cast, il quale a volte risulta decisamente troppo lasciato a se stesso nello svolgersi degli eventi. La storia alterna fasi concitate ad altre inspiegabilmente sotto tono, dopotutto la storia è piuttosto semplice da seguire e «classica» nel suo modo di essere horror perciò avremmo senz’altro gradito un livello di pathos maggiormente uniforme piuttosto che questo andamento alternato che a lungo andare infastidisce lo spettatore in cerca di scariche continue d’adrenalina.

Epilogo intuibile Un epilogo abbastanza intuibile chiude la pellicola, ma siamo sicuri che vista l’ottima idea iniziale, altri capitoli si aggiungeranno nei prossimi anni. Buone le sequenze claustrofobiche nei tunnel, angoscianti al punto giusto, girate a Belgrado dentro una  ex-base segreta nazista della seconda guerra mondiale. Insomma se vi state chiedendo se valga o meno la pena vedere questo «Chernobyl Diaries» la risposta è SI: è un horror dallo svolgimento classico, con alcune scene veramente interessanti, dal finale non certo rivoluzionario ma sicuramente il regista è riuscito a portare sul grande schermo un’idea originale basata sull’assurda moda del turismo shock.

Un film di Brad Parker. Con Devin Kelley, Jonathan Sadowski, Olivia Dudley, Jesse McCartney, Nathan Phillips. Horror, durata 90 min. USA 2012. M2 Pictures.

Trama: Chernobyl Diaries La Mutazione è tratto da una storia originale di Oren Peli, già autore di Paranormal Activity. Il film segue le vicende di sei giovani turisti che ingaggiano una guida specializzata in turismo estremo. La guida, ignorando tutti i segnali di pericolo, li porta a Pripyat città nella quale vivevano i dipendenti della centrale nucleare di Chernobyl, rimasta disabitata dopo il disastro di oltre 25 anni fa. Dopo una breve esplorazione il gruppo, impossibilitato a ripartire, scopre di non essere solo.

Perugia

Gherlinda: 18.10 20.20 22.35

Uci Cinemas Perugia: 20.15 22.30

Foligno

Multisala Clarici: 18.00 20.15 22.30

Terni

The Space: 18.10 20.20 22.30

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