di Gordon Brasco

Grande anzi grandissimo ritorno di William Friedkin (era dal 2006 che non dirigeva più un film) che ci prende per mano e ci accompagna a fare due passi in questo Texas che sa tanto di inferno sulla terra. Era dai tempi de Il braccio violento della legge (The French Connection del 1971) che non vedevamo Friedkin così ispirato nel raccontare una realtà dura, spietata e fatta di personaggi così controversi che perfino un killer a pagamento diventa un «eroe» possibile. Un eroe per mancanza di candidati migliori ma sufficiente per portare avanti una storia davvero ben costruita, con un cast ispiratissimo e dialoghi saldati da scariche di humor nero davvero da antologia. Una menzione a parte sul cast scelto da Friedkin va per Matthew McConaughey (La rivolta delle ex, regia di Mark Waters del 2009, The Lincoln Lawyer, regia di Brad Furman del 2011) uno che a forza di film sbagliati e ruoli da dimenticare era finito in quel limbo hollywoodiano da cui difficilmente si torna indietro se non grazie a una parte in qualche film da Oscar o in un serial cult per tv.

Tutto perfetto Le preghiere dell’attore texano devono essere state ascoltate perché siamo certi che questa performance in Killer Joe non gli varrà l’Oscar ma di sicuro strapperà dall’oblio la sua carriera riportandolo tra i «most wanted» delle major. Il film è davvero perfetto e ci piace tutto delle scelte fatte dal regista: le ambientazioni polverose e scassate che ci trascinano a forza in una realtà ambigua e assurda fatta di personaggi che trasudano le proprie emozioni in modo così forte e netto che in sala quasi le si possono annusare, la fotografia piena di contrasti con luci così vivide da far male agli occhi e poi c’è la storia a legare il tutto in un crescendo destinato a sfociare in qualcosa di assolutamente prevedibile ma non per questo meno drammatico.

La banalità del male Se proprio si vuole cercare una morale in questo film si potrebbe dire che il regista ha voluto rappresentare la banalità del male nel senso di come vivere in un contesto degradato e degradante porti le persone a scivolare lentamente verso scelte sbagliate, assurde e per molti versi atroci (come definireste voi assoldare un killer per uccidere vostra madre e incassare l’assicurazione?) e dove, come dicevamo all’inizio, persino un killer può diventare il principe azzurro delle fiabe. Insomma vale la pena spendere dei soldi per questo Killer Joe? Secondo noi assolutamente SI: è un film che traccia il ritorno di un grandissimo regista (qui in forma smagliante), con un cast che vi farà apprezzare ogni singola inquadratura, una storia decisamente originale condita da uno humor nero come non se ne vedeva da tempo.

Un film di William Friedkin. Con Matthew McConaughey, Emile Hirsch, Thomas Haden Church, Gina Gershon, Juno Temple. Commedia, durata 103 min. USA 2011. Bolero.

Trama: Quando lo spacciatore ventiduenne Chris scopre che sua madre ha fatto sparire la sua scorta di droga, deve trovare al più presto seimila dollari o verrà eliminato dai suoi fornitori. Disperato, il ragazzo si rivolge a Killer Joe per far eliminare la madre e riscuotere la sua polizza sulla vita. Nonostante Joe si faccia sempre pagare in anticipo per le sue prestazioni, stavolta l’uomo cambia le sue abitudini affascinato da Dottie, la bella sorella di Chris, che offre all’uomo le sue prestazioni sessuali in attesa del denaro… se mai arriverà.

Terni
Cityplex Politeama Lucioli: 16.15 18.00 20.30 22.40

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