Un momento della cerimonia (foto ©Fabrizio Troccoli)

di D.B.

«Partecipare non è sempre facile, tutt’altro, ma è l’unico modo per continuare a tessere la fragile trama della vita democratica. L’alternativa, l’abulia, sarebbe oggi il principio della fine». È questo uno dei passaggi più significativi del discorso del sindaco Andrea Romizi che mercoledì, a Borgo XX Giugno, ha partecipato insieme ai vertici delle istituzioni civili e militari alle celebrazioni del XX Giugno, giorno in cui Perugia ricorda le stragi del 1859 e la liberazione dal nazifascismo. Romizi ha tenuto il suo discorso sotto il monumento eretto a pochi passi dai giardini del Frontone nel 1909, e ovviamente punta a esserci anche nel 2019, quando il 20 giugno rappresenterà una delle prime uscite pubbliche per il nuovo sindaco.

FOTO: LA CERIMONIA A BORGO XX GIUGNO

VIDEO: IL DISCORSO E LE CELEBRAZIONI

I presenti Tante le associazioni e i politici di tutti gli schieramenti, dall’ex sindaco Renato Locchi ad Andrea Cernicchi (che ha lanciato pochi giorni fa sul tavolo l’ipotesi primarie), da Valeria Cardinali a Silvano Rometti fino a Tommaso Bori, Erika Borghesi, Emanuela Mori, Sarah Bistocchi, Marco Guasticchi, Giacomo Leonelli, Massimo Perari, molti membri della giunta regionale e comunale e anche tanti bambini, quelli della scuola XX Giugno che hanno intonato l’inno nazionale e l’Inno alla gioia. Per la parte iniziale del suo discorso Romizi ha scelto Aldo Capitini nell’anno in cui si ricorda il cinquantenario della morte e nel giorno in cui, dopo il restauro, viene inaugurato l’appartamento del filosofo dentro Palazzo dei Priori.

FOTO: ALBO D’ORO: LA CONSEGNA DEI RICONOSCIMENTI

Capitini In particolare il sindaco ha scelto un brano in cui Capitini ricorda «la mestizia e il senso solenne» provati ogni anno da fanciullo quando, «alle cinque pomeridiane», «le due campane del municipio cominciavano funebri, distanziati rintocchi, mentre la carrozza a due cavalli usciva dall’atrio del palazzo e recava al cimitero il sindaco e la giunta comunale a deporre una corona sulla tomba dei caduti di quel giorno memorando». La stessa corona che è stata posta anche sulla lapide che ricorda coloro che vennero fucilati dai nazifascisti al poligono di Borgo XX Giugno. Romizi ha ricordato con Capitini il «sentimento civile, l’ammirazione per il coraggio e una diffidenza per l’oppressione che trovano in questo luogo una tangibile concretezza». Un luogo che impedisce «di scivolare verso l’indebolimento di una identità collettiva. Che ci consentono di usare la forza dell’esempio per affrontare, con rinnovato coraggio, il futuro. Un luogo della memoria che i perugini custodiscono così gelosamente da diventare intimo e “bello”, come amiamo chiamare questo borgo. Un luogo inviolabile».

VIDEO – ALBO D’ORO, GLI INTERVENTI 

ALBO D’ORO, CERIMONIA SOTTOTONO

Costruttori di pace Una parte importante del suo intervento il sindaco l’ha voluta dedicare infine anche alle «tante persone di buona volontà, piccoli costruttori di pace, che numerosi seppure spesso silenziosi – in questi tempi – partecipano, non si tirano indietro e fanno la differenza». Ma non solo. Nei pensieri del primo cittadino ci sono anche quelli che in città «stanno vivendo momenti di sofferenza e difficoltà, che possano volgere lo sguardo a questo luogo, recuperando lo spirito di quelle giornate, facendosi artefici del proprio destino, con l’audacia di chi, quell’ideale di libertà deve ancora difenderlo, perché non si può parlare pienamente di libertà quando costruire le fondamenta di una vita dignitosa per sé e per la propria famiglia diventa sempre più difficile».

Chi non ce la fa «Una diversa forma di eroismo, quello delle persone comuni, di chi non ce l’ha fatta e di chi – ha aggiunto – teme di non farcela. Che possano anche da questo luogo trovare l’ispirazione per andare avanti, per non arrendersi, con la consapevolezza che in questa città, oggi come allora nessuno è solo». Le ultime parole sono prese a prestito da Italo Calvino: «Di una città non godi le sette o settantasette meraviglie, ma la risposta che dà ad una tua domanda”; leggendo queste parole – ha concluso il sindaco – mi sono chiesto a quale domanda risponde Perugia? Questo luogo ricco di tante bellezze, mi ha sussurrato la risposta, libertà!».

Twitter @DanieleBovi

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