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Wikidonca: dizionario online del dialetto perugino. ‘Arvoltlo, capcollo e ciaramicola. Ce senti cerqua?’

di En.Ber.

C’è una (finta) rassegna stampa del «Corier de l’Umbria» e qualche prima pagina (modificata) del «Giornél de l’Umbria». Vengono ricordati personaggi come il Gorino e il «compagno Paolo Vinti». C’è un’accurata selezione di avverbi («quaggiue», «tuttambotto», «jerlaltro»), nomi («capcollo», «botone», «arotacorteje»), modi di dire («come l’osso pil chène», «i morti careggiono i feriti» oppure «ce senti cerqua?»). E’ il Wikidonca, il dizionario online del dialetto perugino. Una pagina scherzosa che non dimentica la storia della città né le sue tante leggende. Come, ad esempio, quella che sconsiglia ai laurendi di «entrà da Sandri».

«Quil che nn amazza ‘ngrassa» Particolarmente nutrita è la sezione «proverbi»: sono più di cento. Tra questi «Meglio ‘n morto ‘n casa che ‘n marchigiano for dla porta», «Gatti, preti e poje nn en mé satoje», «Chi spizzica nn digiuna». Quindi i verbi più strani dalla A («ampuntà») alla Z («zoffià»).

Cucina perugina «Arvoltolo dolce» o «arvoltolo salato»? Le ricette sono nella rubrica cucina in cui vengono illustrati i tempi di cottura della «ciaramicola», la quantità di mandorle per un «torciglione» e le origini del «torcolo de San Costanzo».

Videogames Grezzo2 Tra la «roba da scarcà» in download c’è perfino un videogioco «interamente ambientato a Perugia (si riconoscono Umbria Jazz, Eurochocolate, l’Urban…) e i personaggi parlano rigorosamente in dialetto». Le voci sono quelle di «Apomatto» e degli immancabili «7 Cervelli».

Davanti ad una birra Il sito – è spiegato – «nasce nel 2008 in un pub di Perugia da un incontro dei due autori Riccardo Cesarini e Diego Barbarelli. L’idea è nata per caso. Parlando del più e del meno Riccardo e Diego pensano a quanto sia difficile trovare riferimenti del dialetto perugino in internet. Wikidonca è nata proprio così, dalla spinta di colmare questo vuoto».

Una replica a “Wikidonca: dizionario online del dialetto perugino. ‘Arvoltlo, capcollo e ciaramicola. Ce senti cerqua?’”

  1. Armando Bettozzi ha detto:

    San Valentì, fa’ qualcosa!
    (in bettonese, da Bettona, PG)

    San Valentì, cocchino, e che fè, dorme?
    Lo stè a vedé tuqua quel che succede,
    o ormai ‘n ce fè più caso che anche l’orme
    de quan che ce bastava avé la “fede”

    pe staje appiccicato ta qualcuno
    mo stònno a scomparì ‘n po’ dapertutto
    e fa ‘na pena! e si ce ne sta uno
    che ancora ‘n s’ è infettato co sto brutto

    malanno-epidemia che fredda ‘l còre
    e fa murì l’amore dopo ‘n po’,
    lo stonn’a pià pe un essere inferiore…
    Ma te par giusto ta te? Io nnel so…

    E ma…‘l so che nn’è giusto, Valentì,
    ma allora fa qualcosa: la vergogna!
    Si’, la vergogna…fajela sentì
    ta chi st’a mette ‘l bene nto la gogna!

    Armando Bettozzi da Bettona
    postato 8 luglio 2019

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