Il tocco di un magistrato della Corte dei conti (©Fabrizio Troccoli)

Il Senato ha approvato in via definitiva la riforma costituzionale della giustizia con 112 voti a favore, 59 contrari e 9 astenuti. Nonostante il voto favorevole del Parlamento, il percorso non è ancora concluso: poiché non è stata raggiunta la maggioranza qualificata dei due terzi, la legge sarà sottoposta a un referendum confermativo, che dovrebbe svolgersi nella primavera del 2026. «Un traguardo storico e un impegno concreto mantenuto a favore degli italiani», ha commentato il presidente del Consiglio, ricordando che ora «la parola passerà ai cittadini».

Il fulcro della riforma è la cosiddetta separazione delle carriere tra magistrati giudicanti e pubblici ministeri. Finora i magistrati potevano passare da una funzione all’altra, ma con la nuova norma la scelta sarà definitiva: chi opterà per la carriera giudicante o per quella requirente non potrà più cambiare. Si tratta di un passaggio simbolicamente e istituzionalmente rilevante, che porterà alla creazione di due Consigli superiori della magistratura distinti, uno per ciascuna carriera. A questi si affiancherà una nuova Corte disciplinare indipendente, chiamata a occuparsi delle questioni disciplinari relative a giudici e pubblici ministeri. Il meccanismo di nomina dei membri dei nuovi Csm prevede inoltre che due terzi vengano sorteggiati tra i magistrati e un terzo scelto dal Parlamento da una rosa di giuristi.

La riforma, dopo la pubblicazione in Gazzetta ufficiale, entrerà nella fase referendaria: nei tre mesi successivi potrà essere richiesta la consultazione popolare, che sarà poi esaminata dalla Corte di cassazione. Sarà infine il presidente della Repubblica a indire il referendum, che dovrà tenersi di domenica entro settanta giorni dalla proclamazione. In caso di conferma, le leggi attuative dovranno essere approvate entro un anno per rendere operative le novità introdotte.

Le posizioni politiche su questa riforma sono diametralmente opposte. Da un lato c’è chi pensa che questo avvicini la magistratura a una giustizia giusta, allontanando possibilità di commistioni tra magistrati giudicanti e inquirenti, finendo anche per velocizzare i processi e ridurre il potere di correnti all’interno della categoria. Dal lato opposto invece viene espresso l’allarme di intaccare l’autonomia della magistratura, finendo per sottoporre il potere del pubblico ministero alla politica, per poi vederlo diventare una sorta di avvocato dell’accusa che invece di perseguire la verità si vedrà sottoposto a valutazioni di performance per si comporterà più da poliziotto che da giudice. Inoltre quanto alla commistione tra magistrati giudicanti e inquirenti viene evidenziato come la compresenza negli stessi ambienti non si traduca automaticamente in ingerenze, essendo che permane quella, ad esempio, tra giudici e avvocati, i cui rapporti restano quelli attuali.

In Umbria, la riforma si innesta su un contesto caratterizzato da un organico ridotto e da una forte presenza femminile nella magistratura. Nel distretto di Perugia, secondo dati recenti, le magistrate rappresentano circa il 59 per cento del totale, una percentuale superiore alla media nazionale. La dotazione prevista per la regione è di 117 magistrati, ma quelli effettivamente in servizio sono meno di cento, una carenza che pesa sull’efficienza dei tribunali e delle procure. Come verrà gestita dal punto di vista organizzativo la fase transitoria, quali risorse saranno impiegate per dare continuità alle attività giudiziarie nonostante cambino gli attori e un rebus tutto da sciogliere e che, in Umbria, come altrove, si incaricherà di valutare giudicare un successo oppure un insuccesso l’iniziativa.

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.