Volano le immatricolazioni negli atenei di provincia e l’Università degli Studi di Perugia è la seconda per crescita. La classifica è stata stilata dal quotidiano la Repubblica che assegna all’ateneo umbro una crescita del 35,2 per cento rilevata al primo novembre 2020 e confrontata con quella del 2019 dello stesso periodo. Un exploit già annunciato alla fine dell’ottobre scorso dal rettore Maurizio Oliviero che aveva quantificato con dati parziali un incremento del 45 per cento sulle immatricolazione, passate dalle 6.351 di un anno fa alle 9.236, così come illustrato nella conferenza stampa del 22 ottobre.
Università di Perugia al secondo posto In ogni caso all’Università di Perugia spetta il secondo posto dietro all’ateneo della Tuscia che ha più che raddoppiato le iscrizioni, facendo registrare una crescita del 56,3 per cento. Al terzo posto si piazza Napoli Orientale con +32,4 per cento, seguono Messina +27,4 per cento, Foggia +26,8 per cento, Verona +26,7 per cento, Sannio +21,7 per cento, Roma Tre 21,6 per cento, Camerino +19,8 per cento e, infine, Genova +17,6 per cento. Si tratta prevalentemente di atenei di provincia che, in attesa dei dati sulla mobilità degli studenti universitari, fanno ipotizzare la predilezione per l’Università più prossima alla zona di residenza, complice la didattica a distanza introdotta dalle facoltà per il Covid, al netto di attività specifiche per le matricole o di laboratorio, e anche le difficoltà economiche, che possono aver spinto le famiglie a rinviare la locazione annuale di una stanza per il figlio o la figlia, risparmiando alcune centinaia di euro al mese.
Manfredi: «Tra febbraio e marzo lezioni in presenza» In questo senso, lunedì mattina, il ministro dell’Università Gaetano Manfredi ha annunciato che «tra febbraio e marzo ci saranno lezioni in presenza per tutti gli studenti universitari: sarà comunque una didattica mista, con turni e rotazioni per rispettare la distanza di sicurezza». Manfredi, poi, anticipando i contenuti del prossimo Dpcm, ha affermato che «già da inizio dicembre, con il ritorno in zona gialla di tutta Italia, si avrà il ritorno in aula delle matricole delle zone rosse. Ma a fine dicembre finisce il primo semestre, quindi la ripresa del secondo semestre sarà con il metodo già sperimentato a settembre e ottobre». Sui dati delle immatricolazione, poi, il ministro ha detto che complessivamente «sono cresciute circa del 6 per cento: questo vuol dire che sono state efficaci le politiche del governo su tasse e borse di studio. Crescono le iscrizioni anche al sud, picco in Sicilia. Gli sconti sulle tasse adottati in questo semestre cercheremo di renderli strutturali».
