«Grande intuizione di Papa Francesco, un santuario di grazia che sta facendo cose incredibili, in termini di evangelizzazione soprattutto nei confronti dei giovani». Così monsignor Domenico Sorrentino, vescovo delle diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino e di Foligno, ha accolto i vescovi della regione Abruzzo in occasione della solennità di San Francesco, giunti per l’offerta dell’olio alla lampada votiva che arde dinanzi alla tomba del Patrono d’Italia. La delegazione è stata ricevuta venerdì 3 ottobre nella Sala dei Vescovi, alla scoperta dell’antico episcopio al tempo di San Francesco, della Sala della Spogliazione e della chiesa di Santa Maria Maggiore, dove è custodito il corpo del beato Carlo Acutis.

La storia del Santo Già il giorno precedente, nel corso della conferenza stampa a Palazzo Chigi per presentare le attività del «Comitato nazionale per l’ottavo centenario 1226-2026», monsignor Sorrentino aveva richiamato l’importanza del messaggio francescano e la novità rappresentata dal recupero dei luoghi del palazzo vescovile, attraverso un progetto archeologico e valoriale. «Stiamo riscoprendo la storia del Santo – ha affermato – anche proprio nei luoghi in cui abito, e dove stiamo sperimentando, oltre al passato, la grazia arrivata dall’alto di Carlo Acutis, che come Francesco e con Francesco rappresenta anche il futuro della Chiesa».

L’appello Il presule ha lanciato infine un appello: «Avere una festa nazionale, civile, di Francesco, senza che il popolo italiano si misuri con Francesco, sul suo messaggio, sulla sua personalità, sui suoi valori, è qualcosa di molto superficiale. Francesco è amabile e amato, però è molto di più di questa amabilità. Credo dovremmo ripartire dalla festa nazionale per ritornare a lui e ai suoi valori. Come ricordo anche nel mio libro sul Cantico, questo Cantico dovremmo cantarlo, sentirlo e assimilarlo, così come dovremmo assimilare i valori francescani».

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