Sculture, ovviamente di cioccolato, presentazione di libri, laboratori, video e anche le Frecce tricolori che hanno sorvolato l’area dell’Expo. È iniziato così il primo giorno di Expo 2015 al padiglione che ospita il cluster cacao e cioccolato, all’interno del quale sono protagonisti Perugia ed Eurochocolate. Insieme a loro protagonisti altre grandi realtà italiane del cioccolato come Torino e Modica, e importanti paesi produttori di cacao come Camerun, Cuba, Costa D’Avorio, Gabon, Ghana, São Tomé e Príncipe. Dei circa 200 mila visitatori che hanno affollato Expo durante la prima giornata in tanti hanno visitato la zona dedicata al cibo degli dei.
Via a Expo A rappresentare l’Umbria c’erano l’assessore regionale al Turismo Fabrizio Bracco, il presidente della Camera di commercio di Perugia Giorgio Mencaroni ed Eugenio Guarducci, patron di Eurochocolate. «Lo spettacolo di oggi – ha detto Guarducci – è bastato a ripagarci del lavoro e dell’impegno di questi mesi: siamo lieti di poter finalmente accogliere tutti coloro che verranno da oggi al 31 ottobre». La giornata è trascorsa con le sculture di cioccolato di Andrea Gaspari e Salvatore Cicero, Choco Lab e Choco Show, quest’ultimo organizzato da Cna Alimentare con Mirco Della Vecchia, mentre in serata la protagonista è stata Modica.
I frati Da Assisi invece i frati francescani hanno voluto mandare un messaggio di ringraziamento a tutti coloro che hanno lavorato per allestire l’Esposizione Universale, dove sono presenti con numerose iniziative. «A mensa – hanno detto pensando al messaggio dell’affresco di Giotto, nella Basilica superiore, “Morte del cavaliere da Celano” – riconciliati con Dio, con gli uomini, con noi stessi e con il creato, ma anche con una attenzione verso gli ultimi». «Il Santo – ha spiegato padre Enzo Fortunato, direttore della sala stampa – invita a confessare i propri peccati prima di mangiare, per essere a tavola con l’altro con la coscienza retta e non corrotta: ‘Vinto dalle tue preghiere sono entrato per mangiare in casa tua. Adesso obbedisci subito al mio avvertimento, poiché tu non qui mangerai, ma in altro luogo. Confessa con devozione e contrizione le tue colpe, e non resti peccato in te che non confessi. Oggi il Signore ti ricompenserà perché hai così devotamente accolto i suoi poverelli’».
Il messaggio «Da qui – ha sottolineato – il monito a vivere tutto ciò che ruota intorno al cibo con limpidezza, quindi a non essere corruttori, corrotti o corruttibili». I biografi di San Francesco, spiega poi il sacro convento, raccontano di pasti frugali con pane e acqua, al massimo accompagnati dalle erbe e dai frutti dell’orto, che il Santo condivideva con i primi compagni nel tugurio di Rivotorto, o in compagnia di Chiara alla Porziuncola. Eppure nei 28 episodi della vita di San Francesco raffigurati alle pareti della Basilica di Assisi scene di banchetto compaiono in un solo episodio: ambientato a Celano in Abruzzo dove il Santo, invitato in casa di un cavaliere, gli preannunciò la morte imminente e lo invitò a confessarsi e a regolare le cose terrene.
