di Maurizio Troccoli
Un decreto di scomunica per scisma dalla Chiesa Cattolica. Il provvedimento, incardinato alla legge canonica, è stato firmato il 17 aprile scorso da monsignor Renato Boccardo, che guida l’arcidiocesi di Spoleto-Norcia, a carico di un uomo nominato prete dalla Chiesa Romana Cattolica Antica.
Dall’atto emerge che l’uomo «veste abusivamente l’abito clericale», «attraverso alcuni mezzi di comunicazione sociale ha comunicato la celebrazione di una “Prima Santa Messa” a Spoleto» e «si dice disposto ad accogliere penitenti per la confessione sacramentale; chiede di essere contattato privatamente per eventuali vocazioni al sacerdozio».
La diocesi di Spoleto-Norcia, poi, avverte anche eventuali adepti dal prete della Chiesa Romana Cattolica Antica: «Coloro che dovessero prendere parte ad eventuali sue celebrazioni o ad altre pratiche di culto da lui presiedute, e manifestassero in tal modo di rifiutare la sottomissione al Sommo Pontefice, incorrerebbero nel delitto di scisma, che comporta la gravissima pena canonica della scomunica latæ sententiæ».
